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18 milioni di euro di debiti
Da gennaio Toremar alla Regionema con pochi finanziamenti
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Passeggeri in attesa di imbarco su una nave ToremarNessuna garanzia sui dipendenti precari (20 per la Regione, circa 60 per i sindacati), nessun accordo sui debiti contratti da Toremar per salvare Tirrenia. Li dovrà pagare tutti il privato che gestirà la compagnia regionale. Solo tagli: meno 4 milioni di euro per compensare i collegamenti di servizio pubblico fino a oggi garantini
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PORTOFERRAIO. Nessuna garanzia sui dipendenti precari (20 per la Regione, circa 60 per i sindacati), nessun accordo sui debiti contratti da Toremar per salvare Tirrenia. Li dovrà pagare tutti il privato che gestirà la compagnia regionale. Solo tagli: meno 4 milioni di euro per compensare i collegamenti di servizio pubblico fino a oggi garantini. E un invito a arrangiarsi sul fronte degli investienti per il rinnovo della flotta, perchè da Roma arriveranno solo pochi spiccioli, ufficenti forse a ristrutturare una o due navi, non certo a comprarne di nuove.
Questa la proposta dei Ministeri dei Trasporti e dell'Economia sul tavolo della Regione da giovedì scorso. Prendere o lasciare, dicono da Roma. E la Toscana decide di prendere. Dal primo gennaio del 2010 avrà in carico la "patata bollente" Toremar, al contrario di quello che ha deciso la Sicilia (la cui compagnia regionale sarà venduta insieme al pacchetto Tirrenia).
«Quelle proposte dal governo - commenta l'assessore regionale ai trasporti, Riccardo Conti - sono condizioni durissime: un taglio di oltre 4 milioni alle compensazioni di servizio pubblico e pochi milioni per il rinnovo della flotta, quando ne servirebbero ben più di cento. Ma la Regione non intende venir meno agli impegni presi col territorio e confermati anche nel recente incontro con gli enti locali interessati ai quali è stato chiarito che per quanto in particolare riguarda il processo di privatizzazione collegato alla liberalizzazione dei servizi questo comporterà la cessione del 100% della società.»
L'approvazione della giunta, rispetto alle prospettive del governo, sancisce il trasferimento di Toremar alla Regione in blocco, con tutto il personale in forza (179 addetti a tempo indeterminato, di cui 161 marittimi e 18 amministrativi). Nessuna garanzia per i precari - il governo non li cita neppure - che lavorano in Toremar, se non la possibilità di ricorrere a fondi nazionali per la cassa integrazione.
Per il rinnovo della flotta e la manutenzione straordinaria potranno essere utilizzati solo i fondi Fas regionali e pochi milioni di euro di fondi presenti presso il Ministero dei Trasporti.
Secondo quanto valutato da Fiditoscana l'equilibrio economico della società al netto degli investimenti ha richiesto negli ultimi tre anni, in media, 15,6 milioni di euro di compensazioni per obblighi di servizio e tariffarie. Per Toremar, cioè, ci sono oneri comunque non riducibili, legati ai collegamenti garantiti, anche se in perdita, e alle compensazioni tariffarie dovute ai residenti. In questo contesto la quota di sussidio assicurata dallo Stato è di 12,3 milioni l'anno, il che costringe la Regione ad un'integrazione, già per il prossimo bilancio, pari a 3 milioni l'anno.
La chicca finale riguarda debiti: un mutuo da 18 milioni di euro contratto (a tassi di mercato) da Toremar e girato a Tirrenia (a tassi agevolati). Il privato che andrà a gestire la compagnia regionale dovrà farsi carico anche di quello, per intero.
Questa la proposta dei Ministeri dei Trasporti e dell'Economia sul tavolo della Regione da giovedì scorso. Prendere o lasciare, dicono da Roma. E la Toscana decide di prendere. Dal primo gennaio del 2010 avrà in carico la "patata bollente" Toremar, al contrario di quello che ha deciso la Sicilia (la cui compagnia regionale sarà venduta insieme al pacchetto Tirrenia).
«Quelle proposte dal governo - commenta l'assessore regionale ai trasporti, Riccardo Conti - sono condizioni durissime: un taglio di oltre 4 milioni alle compensazioni di servizio pubblico e pochi milioni per il rinnovo della flotta, quando ne servirebbero ben più di cento. Ma la Regione non intende venir meno agli impegni presi col territorio e confermati anche nel recente incontro con gli enti locali interessati ai quali è stato chiarito che per quanto in particolare riguarda il processo di privatizzazione collegato alla liberalizzazione dei servizi questo comporterà la cessione del 100% della società.»
L'approvazione della giunta, rispetto alle prospettive del governo, sancisce il trasferimento di Toremar alla Regione in blocco, con tutto il personale in forza (179 addetti a tempo indeterminato, di cui 161 marittimi e 18 amministrativi). Nessuna garanzia per i precari - il governo non li cita neppure - che lavorano in Toremar, se non la possibilità di ricorrere a fondi nazionali per la cassa integrazione.
Per il rinnovo della flotta e la manutenzione straordinaria potranno essere utilizzati solo i fondi Fas regionali e pochi milioni di euro di fondi presenti presso il Ministero dei Trasporti.
Secondo quanto valutato da Fiditoscana l'equilibrio economico della società al netto degli investimenti ha richiesto negli ultimi tre anni, in media, 15,6 milioni di euro di compensazioni per obblighi di servizio e tariffarie. Per Toremar, cioè, ci sono oneri comunque non riducibili, legati ai collegamenti garantiti, anche se in perdita, e alle compensazioni tariffarie dovute ai residenti. In questo contesto la quota di sussidio assicurata dallo Stato è di 12,3 milioni l'anno, il che costringe la Regione ad un'integrazione, già per il prossimo bilancio, pari a 3 milioni l'anno.
La chicca finale riguarda debiti: un mutuo da 18 milioni di euro contratto (a tassi di mercato) da Toremar e girato a Tirrenia (a tassi agevolati). Il privato che andrà a gestire la compagnia regionale dovrà farsi carico anche di quello, per intero.
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