Il bilancio dei danni
Abusi tra le cause dell'alluvione
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Il sindaco Francesco BosiDiscariche abusive, lavori eseguiti dai proprietari dei terreni non conformi alle regole sulla sicurezza idraulica, abusi edilizi. Se c'è un colpevole dell'alluvione che ha provocato centinaia di migliaia di euro di danni a Rio Marina e Rio Elba un mese fa
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RIO MARINA. Discariche abusive, lavori eseguiti dai proprietari dei terreni non conformi alle regole sulla sicurezza idraulica, abusi edilizi. Se c'è un colpevole dell'alluvione che ha provocato centinaia di migliaia di euro di danni a Rio Marina e Rio Elba un mese fa (era il 16 settembre) è sicuramente l'uomo, nonostante la pioggia sia stata eccezionale.
Una certezza che emerge, in tutta la sua evidenza, dai rilievi effettuati lungo i corsi d'acqua tracimati - all'origine degli allagamenti in tutta l'Elba orientale - da parte dei tecnici comunali e dei funzionari dell'Unione dei Comuni, intenti in queste settimane a fare la conta dei danni e progettare gli interventi di messa in sicurezza.
Chi deve pagare a questo punto? Una domanda alla quale è difficile rispondere al momento. Stabilire le cause non è possibile in tutti i casi. «In alcuni però - spiega Mario Ferrari, architetto dell'Unione dei Comuni - abbiamo rilevato situazioni legate a manufatti non in regola, discariche o lavori eseguiti senza il rispetto delle norme imputabili ai proprietari dei terreni nelle vicinanze dei corsi d'acqua». Che dunque, anche potessero evitare di pagare i danni, dovranno intervenire per eliminare gli abusi.
«Rispetti al bilancio dei danni - spiega il sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi - la situazione più grave si è rivelata essere quella di Cavo. Abbiamo già realizzato alcuni interventi di messa in sicurezza su fosso Baccetti e su quello del Pisciatoio. Resta da valutare il da farsi per quanto riguarda il passaggio dell'acqua del canale sotto il ponte della provinciale, troppo stretto». L'Unione dei Comuni, la Provincia e anche l'amministrazione comunale contribuiranno a finanziare le opere di messa in sicurezza. «Le responsabilità sono varie - continua il sindaco - abbiamo anche trovato, lungo fosso Baccetti, dei blocchi di cemento scaricati abusivamente». «Il problema delle interferenze presenti su questo fosso - aggiunge Ferrari - è più complicato: stiamo lavorando in collaborazione con il Comune che, là dove necessario, farà le ordinanze di demolizione delle costruzioni abusive». Complessivamente le risorse necessarie per gli interventi in somma urgenza e quelli di adeguamento non sembrano essere ingenti: intorno a 100mila euro per Rio Marina, ancora in via di definizione quelle per Rio Elba. «In questo caso - continua Ferrari - la situazione più critica è quella di Nisportino dove abbiamo rilevato interferenze che hanno amplificato i danni, comunque legati alla pioggia eccezionale del mese scorso. E' comprensibile: di fronte a intense e violente precipitazioni l'acqua, in quantità straordinarie, si riappropria dei suoi spazi e, se li trova ostruiti, prende altre strade provocando i danni che abbiamo visto. Nel caso specifico di Nisportino stiamo valutando la situazione generale: sembra che alcuni interventi di ripristino spettino ai privati. Ciò che è accaduto, comunque, deve farci riflettere sulle future strategie di gestione del territorio». Anche nel caso di Rio Elba la cifra prevista per il ripristino in somma urgenza delle condizioni di sicurezza non sembra eccessiva. Le risorse saranno individuate dall'Unione dei Comuni e dall'amministrazione comunale.
Una certezza che emerge, in tutta la sua evidenza, dai rilievi effettuati lungo i corsi d'acqua tracimati - all'origine degli allagamenti in tutta l'Elba orientale - da parte dei tecnici comunali e dei funzionari dell'Unione dei Comuni, intenti in queste settimane a fare la conta dei danni e progettare gli interventi di messa in sicurezza.
Chi deve pagare a questo punto? Una domanda alla quale è difficile rispondere al momento. Stabilire le cause non è possibile in tutti i casi. «In alcuni però - spiega Mario Ferrari, architetto dell'Unione dei Comuni - abbiamo rilevato situazioni legate a manufatti non in regola, discariche o lavori eseguiti senza il rispetto delle norme imputabili ai proprietari dei terreni nelle vicinanze dei corsi d'acqua». Che dunque, anche potessero evitare di pagare i danni, dovranno intervenire per eliminare gli abusi.
«Rispetti al bilancio dei danni - spiega il sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi - la situazione più grave si è rivelata essere quella di Cavo. Abbiamo già realizzato alcuni interventi di messa in sicurezza su fosso Baccetti e su quello del Pisciatoio. Resta da valutare il da farsi per quanto riguarda il passaggio dell'acqua del canale sotto il ponte della provinciale, troppo stretto». L'Unione dei Comuni, la Provincia e anche l'amministrazione comunale contribuiranno a finanziare le opere di messa in sicurezza. «Le responsabilità sono varie - continua il sindaco - abbiamo anche trovato, lungo fosso Baccetti, dei blocchi di cemento scaricati abusivamente». «Il problema delle interferenze presenti su questo fosso - aggiunge Ferrari - è più complicato: stiamo lavorando in collaborazione con il Comune che, là dove necessario, farà le ordinanze di demolizione delle costruzioni abusive». Complessivamente le risorse necessarie per gli interventi in somma urgenza e quelli di adeguamento non sembrano essere ingenti: intorno a 100mila euro per Rio Marina, ancora in via di definizione quelle per Rio Elba. «In questo caso - continua Ferrari - la situazione più critica è quella di Nisportino dove abbiamo rilevato interferenze che hanno amplificato i danni, comunque legati alla pioggia eccezionale del mese scorso. E' comprensibile: di fronte a intense e violente precipitazioni l'acqua, in quantità straordinarie, si riappropria dei suoi spazi e, se li trova ostruiti, prende altre strade provocando i danni che abbiamo visto. Nel caso specifico di Nisportino stiamo valutando la situazione generale: sembra che alcuni interventi di ripristino spettino ai privati. Ciò che è accaduto, comunque, deve farci riflettere sulle future strategie di gestione del territorio». Anche nel caso di Rio Elba la cifra prevista per il ripristino in somma urgenza delle condizioni di sicurezza non sembra eccessiva. Le risorse saranno individuate dall'Unione dei Comuni e dall'amministrazione comunale.
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