Il Tirreno

Stangata per i risparmiatori

Stangata sui conti CoopPiù tasse ai risparmiatoricon la riforma del Pdl

Luca Centini
Stangata sui conti CoopPiù tasse ai risparmiatoricon la riforma del Pdl

Più tasse sui conti Coop, in arrivo una nuova stangata per i risparmiatori. A pochi mesi dalla riduzione dei tassi di rendita, dovuta all'andamento zoppicante del mercato finanziario, un altro colpo rischia di essere assestato ai soci prestatori della cooperativa

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RIOTORTO. Più tasse sui conti Coop, in arrivo una nuova stangata per i risparmiatori. A pochi mesi dalla riduzione dei tassi di rendita, dovuta all'andamento zoppicante del mercato finanziario, un altro colpo rischia di essere assestato ai soci prestatori della cooperativa. La riforma del risparmio gestito sarà esaminata nei prossimi giorni dalla commissione affari costituzionali del Senato.
Una riforma che prevede di portare la ritenuta a titolo di imposta dal 20% al 27%, un livello di tassazione simile a quella applicata ai depositi bancari. Il provvedimento ancora in fase di approvazione è nato per armonizzare la fiscalità dei fondi italiani rispetto a quelli esteri. In realtà si tratta dell'ennesimo colpo per abbattere i presunti vantaggi delle "cooperative rosse", con la copertura economica della manovra garantita in buona parte dai tanti risparmiatori Coop.
Solo a Piombino si contano 28.117 soci, tra cui molti hanno scelto di convogliare parte dei risparmi nei depositi finanziari di Unicoop Tirreno, attratti da tassi di rendimento competitivi.
Ma dal primo di agosto scorso, in seguito al crollo del mercato finanziario, i tassi corrisposti ai risparmiatori hanno subito una riduzione, seppur di entità minore rispetto alla media del mercato. Per gli importi fino a 2.500 euro il tasso lordo applicato si assesta all'1,10%; è di 1,40% per i depositi oltre i 2.500 euro e fino a 15.000 euro. Per le cifre superiori ai 15.000 euro il tasso di rendimento sale al 2,10% lordo per la parte eccedente.
Con l'emendamento presentato dal senatore Pdl Malan l'asticella del prelievo fiscale si sposterebbe dal 20 al 27%. In attesa che la riforma entri in vigore - una volta chiarito l'iter sarà la stessa Coop a fornire informazioni dettagliate ai soci - proviamo a valutare concretamente gli effetti delle modifiche. Prendendo come esempio un deposito di 10.000 euro con il tasso dell'1,4%, la variazione d'imposta si tradurrebbe in una perdita secca di 10 euro annuali. Rispetto a due anni fa, quindi prima che un provvedimento simile imponesse il salto d'imposta dal 12,5 al 20%, i risparmiatori perdono annualmente 20,3 euro.
L'aumento della tassazione incide in modo progressivo su cifre più alte. Supponendo un deposito di 25.000 euro, con un tasso articolato dell'1,4% per i primi 15.000 euro e del 2,1% per la parte eccedente, il salto al 27% dell'aliquota comporta una perdita di 29,4 euro annuali.
Raramente però, come riferisce Coop, le cifre immesse sui conti di Unicoop Tirreno raggiungono cifre così elevate. Il target dei soci prestatori è rappresentato per la maggior parte da pensionati, che aprono depositi a risparmio e fruiscono della comodità dei servizi offerti, superando raramente il tetto medio di 10.000 euro.

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