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MARCIANA MARINA
Leoni marini in azione all'Elba contro mine e rifiuti tossici
Valentina Landucci
Quattro leoni marini arrivati dagli Stati uniti e addestrati dalla Nato hanno mostrato le loro capacità nelle acque di Marciana Marina all'Elba. Gli animali hanno infatti partecipato a un'esercitazione per rilevare mine e rifiuti tossici guidati dalla loro istruttrice
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MARCIANA MARINA. Joe, 11 anni, cento chili di stazza. Ne mangia 70 al giorno di pesce. E’ un leone marino. Ma prima ancora è un cacciatore di mine al servizio della Marina degli Stati Uniti. E per raffinare le proprie capacità di ricerca di residuati bellici infondo ai mari del mondo da qualche giorno è in trasferta all’isola d’Elba. Il suo compito? Battere le macchine.
Le sue capacità e quelle dei suoi compagni verranno messe a confronto con le sofisticate apparecchiature sonar a disposizione del Nurc (Nato undersea research centre) e della Marina norvegese. Sonar contro pinne. Circuiti contro intuito e addestramento.
Una bella sfide nelle acque a largo di Marciana Marina, il Comune elbano che ospita la nave Leonardo del Nurc con tutte le sue attrezzature oltre che i leoni marini arrivati in grosse vasche direttamente dagli Stati Uniti. Responsabile scientifico dell’esperimento in corso sull’isola è il professor Hans Goen, affiancato dal capo dipartimento del Nurc Jeff Haunt. A accompagnare Joe e compagni c’è invece DruAnn Price, la loro addestratrice.
Il Nato Undersea Research center (Nurc), protagonista oggi dell'esercitazione congiunta con Marina americana che ha utilizzato quattro leoni marini, ha base a La Spezia ed è l'unica organizzazione per la ricerca in campo marittimo dell'Alleanza Atlantica. Istituito come struttura specifica specializzata in ambito subacqueo, operava essenzialmente in ambito militare ed era denominato Saclant.
Con la caduta del muro, venute meno le necessità di ricerca in campo bellico subacqueo, è stato istituito il Nurc come centro di ricerca civile ad ampio spettro in campo marittimo mondiale che, in aggiunta al supporto operativo della Nato, punta a incrementare la propria attività a favore di strutture pubbliche e commerciali.
Tra le proprie 'missioni' il Nurc supporta le esigenze operative e di trasformazione delle nazioni della Nato, promuove l'innovazione, preserva le competenze necessarie per condurre la ricerca e l'innovazione in campo marittimo.
Inoltre progetta sistemi non letali per la protezione di porti e navi, attenua il rischio di impiego sonar sui mammiferi marini, realizza sistemi autonomi di contromisure mine e per la scoperta e la classificazione di ordigni esplosivi oltre a ideare sistemi a basso costo per la protezione ambientale.
Le sue capacità e quelle dei suoi compagni verranno messe a confronto con le sofisticate apparecchiature sonar a disposizione del Nurc (Nato undersea research centre) e della Marina norvegese. Sonar contro pinne. Circuiti contro intuito e addestramento.
Una bella sfide nelle acque a largo di Marciana Marina, il Comune elbano che ospita la nave Leonardo del Nurc con tutte le sue attrezzature oltre che i leoni marini arrivati in grosse vasche direttamente dagli Stati Uniti. Responsabile scientifico dell’esperimento in corso sull’isola è il professor Hans Goen, affiancato dal capo dipartimento del Nurc Jeff Haunt. A accompagnare Joe e compagni c’è invece DruAnn Price, la loro addestratrice.
Il Nato Undersea Research center (Nurc), protagonista oggi dell'esercitazione congiunta con Marina americana che ha utilizzato quattro leoni marini, ha base a La Spezia ed è l'unica organizzazione per la ricerca in campo marittimo dell'Alleanza Atlantica. Istituito come struttura specifica specializzata in ambito subacqueo, operava essenzialmente in ambito militare ed era denominato Saclant.
Con la caduta del muro, venute meno le necessità di ricerca in campo bellico subacqueo, è stato istituito il Nurc come centro di ricerca civile ad ampio spettro in campo marittimo mondiale che, in aggiunta al supporto operativo della Nato, punta a incrementare la propria attività a favore di strutture pubbliche e commerciali.
Tra le proprie 'missioni' il Nurc supporta le esigenze operative e di trasformazione delle nazioni della Nato, promuove l'innovazione, preserva le competenze necessarie per condurre la ricerca e l'innovazione in campo marittimo.
Inoltre progetta sistemi non letali per la protezione di porti e navi, attenua il rischio di impiego sonar sui mammiferi marini, realizza sistemi autonomi di contromisure mine e per la scoperta e la classificazione di ordigni esplosivi oltre a ideare sistemi a basso costo per la protezione ambientale.
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