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Sigarette agli under 16tabaccai piombinesi promossi solo a metà
Francesca Lenzi
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Una legge del 1934 disciplina la vendita dei tabacchi Ma moltissimi adolescenti già fumanoSigarette ai minori di 16 anni. Tabaccai promossi, con riserva. Andiamo con ordine: sono le 16,35 di sabato scorso, quando Dario (nome di fantasia) entra con la mamma e la sorella nella redazione piombinese del Tirreno. Solo un paio di raccomandazioni, e siamo pronti ad uscire col nostro "complice",
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PIOMBINO. Sigarette ai minori di 16 anni. Tabaccai promossi, con riserva. Andiamo con ordine: sono le 16,35 di sabato scorso, quando Dario (nome di fantasia) entra con la mamma e la sorella nella redazione piombinese del Tirreno. Solo un paio di raccomandazioni, e siamo pronti ad uscire col nostro "complice", decisi a mettere in atto un esperimento nell'ambito della vendita di sigarette.
Sono molti i Comuni italiani che, negli ultimi mesi, hanno emesso ordinanze in proposito.
Al di là di questi lodevoli interventi, è però una legge di parecchi anni fa a regolamentare, in termini legislativi, la vendita di tabacco per i giovanissimi.
Il Regio Decreto n. 2316 del 1934 (Testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternità ed infanzia), all'articolo 25 così recita: "chi vende o somministra tabacco a persone minori di anni 16 è punito con la sanzione amministrativa sino a lire 40.000", e inoltre: "È vietato ai minori degli anni sedici di fumare in luogo pubblico sotto pena della sanzione amministrativa di lire 4.000". Tutto chiaro, per quanto spesso lo spirito eversivo degli adolescenti si scontri col rispetto delle norme. Col tempo, l'installazione dei distributori automatici di bionde, ha reso ancora più semplice l'acquisto per quanti, ancorché ragazzini, vogliano comprare un pacchetto di Marlboro, piuttosto che di Camel. Pronta allora la circolare che dal 1º gennaio 2004 ha disposto il funzionamento degli apparecchi solo nelle ore notturne, quale deterrente all'acquisto da parte dei minori di 16 anni. Questo provvedimento, e la frequente richiesta di esibizione del codice fiscale da parte di alcuni distributori, hanno creato almeno un fastidioso contrattempo ai giovanissimi. D'altra parte, gli amici più grandi non mancano, ed è uno scherzo far comprare a loro un bel pacchetto di Lucky Strike. Esistono però anche i quindicenni duri e temerari che si lanciano di persona all'acquisto, sfidando la "prova-tabaccaio". Questo abbiamo fatto noi, insieme a Dario, nel pomeriggio di sabato.
Il nostro "complice" ha, per l'appunto, 15 anni, compiuti da poco, e la faccia liscia e pulita che indica un'età persino più bassa. Una passeggiata nel centro piombinese, visitando sette tabaccai, alla scoperta delle reazioni dei negozianti.
«Un pacchetto di Merit da 20», dice sicuro Dario all'interno del primo esercizio. «Ce l'hai 16 anni?» risponde subito la commerciante. «Sono per mio padre». «Mi dispiace, non posso proprio dartele. Deve venire il tuo babbo». Perfetto: primo tentativo, primo buco nell'acqua.
Stessa solfa nella seconda tabaccheria. Qui, la gentile signora, pur riconoscendo l'età non consentita di Dario, si lascia convincere dalla scusa del genitore, infilando le bionde dentro un anonimo sacchettino bianco, al riparo da probabili sguardi indiscreti, non mancando di ammonire il nostro amico: «Non potrei vendertele per legge, capisci? La prossima volta deve venire tuo padre. Per questa volta tieni, e se ti fermano, non l'hai comprate qui, ok?».
Camminiamo un altro po', fino al prossimo negozio. C'è parecchia gente, più di una persona dietro il banco; è una donna a servire Dario, e a non mostrare la minima esitazione nel consegnare le Merit. Primo successo pieno: nessuna domanda, nessun tentennamento.
Stessa situazione in un altra tabaccheria non molto lontano. Ma è l'ultima "vittoria": negli altri tre esercizi visitati non si fanno abbindolare, né dall'aspetto, né dal pretesto della commissione paterna. «Sei troppo piccolo. Non posso venderti le sigarette... Hai un documento? Non posso proprio, veramente... Non potrei nemmeno se fossero davvero per tuo padre... Deve venire lui a comprarle, diglielo». Queste più o meno le risposte date all'adolescente, ormai del tutto preso dal nuovo ruolo di "Iena".
Esperimento concluso. Ricapitolando: sette tabaccai visitati; tre pacchetti ottenuti (due senza alcun problema, uno cortesemente concesso tra mille raccomandazioni); quattro secchi rifiuti.
C'è da dire che Dario non potrebbe in alcun modo ingannare sull'età, mostrando lineamenti ancora più delicati rispetto ai suoi quindici anni; se perciò, va comunque apprezzato l'atteggiamento dei quattro tabaccai osservanti la legge, ancora più grave appare la trascuratezza di coloro che, al contrario, hanno accontentato la richiesta di un cliente colpevolmente troppo giovane.
Promossi, ma con riserva, dicevamo.
Sono molti i Comuni italiani che, negli ultimi mesi, hanno emesso ordinanze in proposito.
Al di là di questi lodevoli interventi, è però una legge di parecchi anni fa a regolamentare, in termini legislativi, la vendita di tabacco per i giovanissimi.
Il Regio Decreto n. 2316 del 1934 (Testo unico delle leggi sulla protezione ed assistenza della maternità ed infanzia), all'articolo 25 così recita: "chi vende o somministra tabacco a persone minori di anni 16 è punito con la sanzione amministrativa sino a lire 40.000", e inoltre: "È vietato ai minori degli anni sedici di fumare in luogo pubblico sotto pena della sanzione amministrativa di lire 4.000". Tutto chiaro, per quanto spesso lo spirito eversivo degli adolescenti si scontri col rispetto delle norme. Col tempo, l'installazione dei distributori automatici di bionde, ha reso ancora più semplice l'acquisto per quanti, ancorché ragazzini, vogliano comprare un pacchetto di Marlboro, piuttosto che di Camel. Pronta allora la circolare che dal 1º gennaio 2004 ha disposto il funzionamento degli apparecchi solo nelle ore notturne, quale deterrente all'acquisto da parte dei minori di 16 anni. Questo provvedimento, e la frequente richiesta di esibizione del codice fiscale da parte di alcuni distributori, hanno creato almeno un fastidioso contrattempo ai giovanissimi. D'altra parte, gli amici più grandi non mancano, ed è uno scherzo far comprare a loro un bel pacchetto di Lucky Strike. Esistono però anche i quindicenni duri e temerari che si lanciano di persona all'acquisto, sfidando la "prova-tabaccaio". Questo abbiamo fatto noi, insieme a Dario, nel pomeriggio di sabato.
Il nostro "complice" ha, per l'appunto, 15 anni, compiuti da poco, e la faccia liscia e pulita che indica un'età persino più bassa. Una passeggiata nel centro piombinese, visitando sette tabaccai, alla scoperta delle reazioni dei negozianti.
«Un pacchetto di Merit da 20», dice sicuro Dario all'interno del primo esercizio. «Ce l'hai 16 anni?» risponde subito la commerciante. «Sono per mio padre». «Mi dispiace, non posso proprio dartele. Deve venire il tuo babbo». Perfetto: primo tentativo, primo buco nell'acqua.
Stessa solfa nella seconda tabaccheria. Qui, la gentile signora, pur riconoscendo l'età non consentita di Dario, si lascia convincere dalla scusa del genitore, infilando le bionde dentro un anonimo sacchettino bianco, al riparo da probabili sguardi indiscreti, non mancando di ammonire il nostro amico: «Non potrei vendertele per legge, capisci? La prossima volta deve venire tuo padre. Per questa volta tieni, e se ti fermano, non l'hai comprate qui, ok?».
Camminiamo un altro po', fino al prossimo negozio. C'è parecchia gente, più di una persona dietro il banco; è una donna a servire Dario, e a non mostrare la minima esitazione nel consegnare le Merit. Primo successo pieno: nessuna domanda, nessun tentennamento.
Stessa situazione in un altra tabaccheria non molto lontano. Ma è l'ultima "vittoria": negli altri tre esercizi visitati non si fanno abbindolare, né dall'aspetto, né dal pretesto della commissione paterna. «Sei troppo piccolo. Non posso venderti le sigarette... Hai un documento? Non posso proprio, veramente... Non potrei nemmeno se fossero davvero per tuo padre... Deve venire lui a comprarle, diglielo». Queste più o meno le risposte date all'adolescente, ormai del tutto preso dal nuovo ruolo di "Iena".
Esperimento concluso. Ricapitolando: sette tabaccai visitati; tre pacchetti ottenuti (due senza alcun problema, uno cortesemente concesso tra mille raccomandazioni); quattro secchi rifiuti.
C'è da dire che Dario non potrebbe in alcun modo ingannare sull'età, mostrando lineamenti ancora più delicati rispetto ai suoi quindici anni; se perciò, va comunque apprezzato l'atteggiamento dei quattro tabaccai osservanti la legge, ancora più grave appare la trascuratezza di coloro che, al contrario, hanno accontentato la richiesta di un cliente colpevolmente troppo giovane.
Promossi, ma con riserva, dicevamo.
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