Italia
appartamento pubblico
Decine di famiglie senza casa
Luca Centini
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Le case comunali di piazza DanteNon avere una casa dove vivere. Un disagio che stringe in una morsa decine di famiglie piombinesi, pronto a esplodere da un momento all'altro. Il caso di Francesco, raccontato ieri sulle pagine del Tirreno, rende l'idea di quanto dietro all'ombra dell'emergenza abitativa si nascondano spesso storie particolari e cariche di disperazione
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PIOMBINO. Non avere una casa dove vivere. Un disagio che stringe in una morsa decine di famiglie piombinesi, pronto a esplodere da un momento all'altro. Il caso di Francesco, raccontato ieri sulle pagine del Tirreno, rende l'idea di quanto dietro all'ombra dell'emergenza abitativa si nascondano spesso storie particolari e cariche di disperazione.
Sono 285 le persone che, a partire dalla pubblicazione nel 2007 del bando generale sull'assegnazione degli alloggi popolari, sono inserite nella graduatoria comunale e sono ancora in attesa di una sistemazione. Un numero in costante crescita a cui si devono aggiungere altre 95 persone che, non avendo partecipato al bando, sono inserite nella graduatoria separata per i casi di emergenza, ovvero per le situazioni di particolare disagio alle quali può essere destinata solo una percentuale minima degli alloggi disponibili. Domande accumulate nel tempo che, per gli stessi responsabili dell'ufficio casa del comune, esprimono le dimensioni di un'emergenza sempre più dura da affrontare. In totale dunque sono 380 i nuclei familiari che attendono una sistemazione.
Se entrare in casa non è così scontato per tante famiglie piombinesi, diventa sempre più complicato rimanerci dentro. Crisi economica, disoccupazione e cassa integrazione si sono avventate sulle famiglie che non sono più in grado di sostenere le spese per gli affitti, come testimoniano i crescenti casi di sfratto. NeI primi nove mesi del 2009 406 famiglie hanno richiesto al Comune i contributi per l'integrazione dei canoni di affitto, rispetto alle 364 domande dell'intero 2008.
«A fronte di un aumento delle richieste è di fatto diminuito il contributo statale - spiega l'assessore alle politiche sociali Anna Tempestini - si parla molto del sostegno alle famiglie ma in concreto il governo sta facendo poco».
Il governo ha confermato la riduzione dei finanziamenti statali destinati ai contributi per gli affitti. Già lo scorso anno i tagli si sono fatti sentire, con una decurtazione rispetto al 2007 di circa 200mila euro dal budget comunale. Solo 183 delle 364 domande presentate nel 2008 sono state esaudite. «Prima coprivamo tutte le richieste della fascia A, ovvero dei cittadini compresi nella fascia di reddito più bassa - spiegano dagli uffici comunali - adesso i fondi sono inferiori. Aspettiamo di sapere quale sarà la cifra assegnata dalla Regione, ma non cambierà niente rispetto al 2008».
Un aiuto alle famiglie arriverà dal pacchetto anticrisi varato dall'amministrazione che comprende lo stanziamento di 140mila euro a favore dei nuclei familiari monoreddito con lavoratori colpiti da perdita del posto o da cassa integrazione, di cui 20mila sono proprio per l'integrazione della quota per gli affitti.
Sono 285 le persone che, a partire dalla pubblicazione nel 2007 del bando generale sull'assegnazione degli alloggi popolari, sono inserite nella graduatoria comunale e sono ancora in attesa di una sistemazione. Un numero in costante crescita a cui si devono aggiungere altre 95 persone che, non avendo partecipato al bando, sono inserite nella graduatoria separata per i casi di emergenza, ovvero per le situazioni di particolare disagio alle quali può essere destinata solo una percentuale minima degli alloggi disponibili. Domande accumulate nel tempo che, per gli stessi responsabili dell'ufficio casa del comune, esprimono le dimensioni di un'emergenza sempre più dura da affrontare. In totale dunque sono 380 i nuclei familiari che attendono una sistemazione.
Se entrare in casa non è così scontato per tante famiglie piombinesi, diventa sempre più complicato rimanerci dentro. Crisi economica, disoccupazione e cassa integrazione si sono avventate sulle famiglie che non sono più in grado di sostenere le spese per gli affitti, come testimoniano i crescenti casi di sfratto. NeI primi nove mesi del 2009 406 famiglie hanno richiesto al Comune i contributi per l'integrazione dei canoni di affitto, rispetto alle 364 domande dell'intero 2008.
«A fronte di un aumento delle richieste è di fatto diminuito il contributo statale - spiega l'assessore alle politiche sociali Anna Tempestini - si parla molto del sostegno alle famiglie ma in concreto il governo sta facendo poco».
Il governo ha confermato la riduzione dei finanziamenti statali destinati ai contributi per gli affitti. Già lo scorso anno i tagli si sono fatti sentire, con una decurtazione rispetto al 2007 di circa 200mila euro dal budget comunale. Solo 183 delle 364 domande presentate nel 2008 sono state esaudite. «Prima coprivamo tutte le richieste della fascia A, ovvero dei cittadini compresi nella fascia di reddito più bassa - spiegano dagli uffici comunali - adesso i fondi sono inferiori. Aspettiamo di sapere quale sarà la cifra assegnata dalla Regione, ma non cambierà niente rispetto al 2008».
Un aiuto alle famiglie arriverà dal pacchetto anticrisi varato dall'amministrazione che comprende lo stanziamento di 140mila euro a favore dei nuclei familiari monoreddito con lavoratori colpiti da perdita del posto o da cassa integrazione, di cui 20mila sono proprio per l'integrazione della quota per gli affitti.
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