Il Tirreno

RIO MARINA

«Chiederemo lo stato di calamità»

Un’immagine del tremendo nubifragio che ha colpito Rio Marina, l’acqua ha trascinato in mare alcune auto in sosta su valle del Riale
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Un’immagine del tremendo nubifragio che ha colpito Rio Marina, l’acqua ha trascinato in mare alcune auto in sosta su valle del Riale

«Siamo pronti a chiedere lo stato di calamità alla Provincia». All'indomani del nubifragio che ha messo in ginocchio Rio Marina e la frazione di Cavo il sindaco, Francesco Bosi, torna a parlare delle cause dell'accaduto e oltre all'Unione dei Comuni chiama in causa anche la Provincia di Livorno, a suo avviso in parte responsabile dell'allagamento di Valle Baccetti

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RIO MARINA. «Siamo pronti a chiedere lo stato di calamità alla Provincia». All'indomani del nubifragio che ha messo in ginocchio Rio Marina e la frazione di Cavo il sindaco, Francesco Bosi, torna a parlare delle cause dell'accaduto e oltre all'Unione dei Comuni chiama in causa anche la Provincia di Livorno, a suo avviso in parte responsabile dell'allagamento di Valle Baccetti. «L'acqua del canale - spiega Bosi - trova un ostacolo sotto il ponte della strada provinciale. E' quanto accaduto mercoledì mattina. E' ciò che ha provocato gli allagamenti».
Da ieri mattina è cominciata la conta dei danni. A quanto pare ingenti, sia per le auto che l'acqua ha trascinato in mare dalla valle del Riale, sia per le abitazioni e le imprese (soprattutto in valle Baccetti), finite sott'acqua.

A cercare di individuare le cause dell'accaduto, in queste ore, ci sono anche i tecnici dell'Unione dei Comuni, l'ente che ha sul territorio l'onere della manutenzione ordinaria del sistema di fossi e canali, ma che per inadempienze, sia di cittadini che di enti pubblici, è spesso in difficoltà a reperire risorse a questo scopo.
«Solo il 60% dei cittadini - spiega il dirigente dell'ufficio tecnico dell'Unione, Mario Ferrari - paga il contributo di bonifica con il quale riusciamo a coprire appena il 40% del bilancio. Gli stessi enti pubblici, eccetto Capoliveri, non pagano». Ferrari precisa come gli interventi di manutenzione siano stati avviati «compatibilmente con le risorse disponibili - spiega Ferrari - perché se non si tratta di interventi in somma urgenza occorre che le opere siano finanziate».
Anche l'Unione dei Comuni, in ogni caso, è interessata a far luce su cosa sia accaduto a Rio e a Cavo. «Non siamo in grado di dare al momento delle risposte - spiega - dobbiamo accertare se si sia tratto di un problema legato alla manutenzione, o ancora se dipenda dalla sezione ristretta dei corsi d'acqua o dalla presenza di opere, compresi edifici in muratura, costruiti a ridosso dei canali.»
V.L.

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