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PORTOFERRAIO
Tre indagati a Bolzano per l'incendio al pub Inferno
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I vigili sull’incendio del pub InfernoAffidava in gestione i propri locali. Poi se qualcosa non funzionava, ad esempio il titolare restava indietro con l'affitto, faceva in modo di liberarsene. Come? Bruciando le sue stesse attività
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PORTOFERRAIO. Affidava in gestione i propri locali. Poi se qualcosa non funzionava, ad esempio il titolare restava indietro con l'affitto, faceva in modo di liberarsene. Come? Bruciando le sue stesse attività. O meglio facendole bruciare da due scagnozzi assoldati allo scopo. Questa è l'accusa di cui dovrà rispondere un commercialista altoatesino di 53 anni, gestore di locali notturni, ritenuto dalle procure di Bolzano e Livorno, il mandante di almeno due incendi dolosi: il primo, il 20 novembre del 2006, al pub Inferno di Portoferraio. Il secondo, nel marzo del 2007, al pub Mirò di Bolzano.
A eseguire materialmente le "spedizioni punitive" sarebbero stati due uomini del commercialista, un ex puglile bolzanino di 41 anni e un moldavo di 31, che, stando ai riscontri delle indagini, condotte all'Elba dai carabinieri, nel novembre del 2006 si trovavano a Portoferraio, come risulta dai tracciati dei telefonini degli indagati. L'imprenditore altoatesino, tutt'oggi proprietario, con contratto di leasing, del locale portoferraiese, avrebbe ordinato di appiccare il fuoco al pub perchè i gestori dell'epoca erano morosi. Fortunatamente il tentativo di incendiare il locale falì, almeno in parte: i danni furono lievissimi, ma l'episodio bastò a convincere i gestori ad andarsene. Da allora il locale è passato di mano in mano con una frequenza praticamente annuale. Fino agli attuali gestiori a loro volta vittime di un incendio di probabile origine dolosa sul quale sono tutt'ora in corso delle indagine.
A eseguire materialmente le "spedizioni punitive" sarebbero stati due uomini del commercialista, un ex puglile bolzanino di 41 anni e un moldavo di 31, che, stando ai riscontri delle indagini, condotte all'Elba dai carabinieri, nel novembre del 2006 si trovavano a Portoferraio, come risulta dai tracciati dei telefonini degli indagati. L'imprenditore altoatesino, tutt'oggi proprietario, con contratto di leasing, del locale portoferraiese, avrebbe ordinato di appiccare il fuoco al pub perchè i gestori dell'epoca erano morosi. Fortunatamente il tentativo di incendiare il locale falì, almeno in parte: i danni furono lievissimi, ma l'episodio bastò a convincere i gestori ad andarsene. Da allora il locale è passato di mano in mano con una frequenza praticamente annuale. Fino agli attuali gestiori a loro volta vittime di un incendio di probabile origine dolosa sul quale sono tutt'ora in corso delle indagine.
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