Il Tirreno

SIDERURGIA

Magona in ripresa, stopalla cassa integrazione parte la Zincatura 5

Giorgio Pasquinucci
Un reparto della Magona
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Un reparto della Magona

La ripresa c'è, anche se non ancora consolidata, e la Magona ha azzerato da ieri la cassa integrazione, anche per compensare gli effetti delle uscite con la mobilità incentivata e i prepensionamenti per la legge sull'amianto che hanno interessato un centinaio di persone

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PIOMBINO. La ripresa c'è, anche se non ancora consolidata, e la Magona ha azzerato da ieri la cassa integrazione, anche per compensare gli effetti delle uscite con la mobilità incentivata e i prepensionamenti per la legge sull'amianto che hanno interessato un centinaio di persone. Ne potranno continuare ad usufruire fino alla fine del mese, solo su base volontaria, i lavoratori che ne faranno richiesta. Circa 150 dipendenti potranno dunque rientrare in fabbrica.

E' la prima notizia, che al suo primo giorno di rientro dalle ferie, ha dato ieri l'ingegner Leandro Nannipieri, amministratore delegato dell'azienda, che venerdì sarà in Spagna per fare il punto sulle previsioni produttive e di mercato con i vertici del Gruppo Arcelor-Mittal.

Il quadro generale della siderurgia è ancora negativo. A fine luglio il risultato operativo di Arcelor-Mittal, leader mondiale dell'acciaio, presentava un risultato operativo negativo per 790 milioni di dollari. Tuttavia nel secondo semestre c'è stato un recupero degli ordini del 6% ed il Gruppo ha deciso di riattivare quattro e forse anche cinque altiforni in Europa e tre negli Stati Uniti.

Sintomi di ripresa che stanno interessando in pieno la Magona, che per l'ultimo quadrimestre dell'anno ha messo in cassa ordini per 120mila tonnellate di acciaio, più di quanti in questo momento possono consentire di produrre i due reparti di Zincatura (la 2 e la 4) che al massimo possono permettere di arrivare al tetto di 105mila tonnellate. Per fare solo un paragone, lo stabilimento piombinese aveva prodotto 65mila tonnellate nel primo trimestre di quest'anno e 75mila nel secondo.

A luglio la ripresa degli ordini aveva già consentito di rimettere in marcia la Zincatura 2 e la Verniciatura 2 a 21 turni settimanali e rimettere in marcia anche la linea di verniciatura dello stabilimento di Avellino, che sembra destinata a non ripartire più.

Gli ordinativi per l'ultimo quadrimestre hanno accelerato la decisione dei vertici del Gruppo far entrare in esercizio la nuova Zincatura 5. «Il 7 settembre - ha confermato l'ingegner Nannipieri - i tecnici della società belga Cmi saranno a Piombino per mettere in marcia l'impianto, dopo gli aggiustamenti che si sono resi necessari nelle prime prove effettuate ad aprile-maggio. Il 5 novembre prevediamo di far uscire il primo rotolo».

La nuova linea, almeno per tutto il 2009 affiancherà e non sostituire le due già funzionati, anche se, una volta entrata a pieno regime, è prevista la fermata definitiva delle Zincatura 2, ormai vecchia di quarant'anni. Non ci saranno incrementi occupazionali, ma il nuovo impianto rappresenta comunque un consolidamento della Magona e della qualità delle sue produzioni.

L'azienda non sembra tuttavia essersi dimenticata neppure dei trenta lavoratori interinali ai quali ha dovuto rinunciare all'inizio della crisi. «Sono risorse che abbiamo formato e che non vorremo disperdere - ha confermato Nanniperi - Sette-otto di loro siamo riuscito a collocarli in aziende che lavorano per noi, alcuni hanno lavorato questa estate nelle manutenzioni, altri hanno trovato un lavoro diverso. Se a novembre la Zincatura 5 parte bene, non escludo che si possa vedere di recuperali».

«Gli ordini presentano di settimana in settimana un trend di miglioramento - ha spiegato l'ingegner Nanniperi - ma non c'è ancora sicurezza della stabilità anche per il 2010, anche se è previsto un incremento del mercato dell'acciaio del 10%, con la prospettiva di tornare nel 2011 agli stessi livelli produttivi del 2008», caratterizzato da una tenuta sostanziale nel primo semestre ed caduta rovinosa nell'ultimo trimestre. «Insomma, il problema è capire quanto sull'attuale ripresa degli ordini sta incidendo la necessità dei nostri clienti di ripristinare gli stock, oppure se invece possiamo contare per il 2010 su una ripresa strutturale».

Anche i prezzi dell'acciaio sono in rialzo in ragione dell'attuale incremento della domanda. Ma anche qui s'insinua un interrogativo. Tutti i produttori - come sta facendo Arcelor-Mittal - stanno infatti rimettendo in marcia impianti per incrementare i volumi di produzione e c'è sempre il rischio che l'eccesso di offerta produca una caduta dei prezzi. In Magona si conta tuttavia molto sulla possibilità di presentarsi ai primi sintomi di ripresa con un impianto nuovo di zecca.

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