Il presidio
MARCIANA
Crisi idrica, Patresi ancora a secco
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I vigili del fuoco riforniscono le case a PomonteL'acqua sta tornando nelle case. Lentamente, ma sta tornando. Restano ancora problemi a Patresi - dove anche ieri sono intervenuti i vigili del fuoco per rifornire le cisterne - e in alcune zone di Zanca e Sant'Andrea
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MARCIANA. L'acqua sta tornando nelle case. Lentamente, ma sta tornando. Restano ancora problemi a Patresi - dove anche ieri sono intervenuti i vigili del fuoco per rifornire le cisterne - e in alcune zone di Zanca e Sant'Andrea. Ma il peggio della crisi idrica elbana di mezza estate dovrebbe essere passato, come conferma il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi, anche ieri, per l'intera giornata, all'opera sul territorio per portare acqua alle utenze rimate completamente a secco.
Altre segnalazioni di cali di pressione e mancanza d'acqua, fortunatamente risolti in serata, arrivano da La Foce a Marina di Campo. La situazione più grave, però, resta quella di Marciana. «I guai - spiega l'assessore al turismo, Giorgio Galeazzi - sono frutto di una concomitanza di fattori: la riduzione dell'acqua proveniente dal continente e l'aumento dei consumi per le presenze turistiche». A fronte di ciò il sindaco Bulgaresi ha chiesto un incontro ad Asa «per programmare interventi - spiega - che salvaguardino il territorio a cominciare dalla riattivazione di alcune cisterne ora in disuso».
L'azienda dell'acqua, peraltro, ha già messo in cantiere alcune opere (che partiranno nel 2010) per rendere l'isola più indipendente dal continente per le forniture idriche. Oggi il 50% dell'acqua arriva tramite condotta sottomarina dalla Val di Cornia. In futuro la percentuale dovrebbe diminuire grazie a investimenti mirati: 676mila euro per 8 nuovi pozzi (2 a Ortano e 1 a Cavo, Orti, San Giuseppe, Baccetti, Schiopparello e Nisporto); 130mila per 3 opere di presa superficiali (San Francesco, Pedalta e Vallebuia); 1milione e 470mila per la riduzione delle perdite di rete che oggi si aggirano intorno al 40%. E poi 1milione e 364mila euro per la distrettualizzazione degli acquedotti; 880mila per il potenziamento della dorsale elbana; 1milione euro per il primo lotto dell'invaso del Condotto - Portoferraio e infine 1milione e mezzo di euro per l'invaso di Marciana.
Altre segnalazioni di cali di pressione e mancanza d'acqua, fortunatamente risolti in serata, arrivano da La Foce a Marina di Campo. La situazione più grave, però, resta quella di Marciana. «I guai - spiega l'assessore al turismo, Giorgio Galeazzi - sono frutto di una concomitanza di fattori: la riduzione dell'acqua proveniente dal continente e l'aumento dei consumi per le presenze turistiche». A fronte di ciò il sindaco Bulgaresi ha chiesto un incontro ad Asa «per programmare interventi - spiega - che salvaguardino il territorio a cominciare dalla riattivazione di alcune cisterne ora in disuso».
L'azienda dell'acqua, peraltro, ha già messo in cantiere alcune opere (che partiranno nel 2010) per rendere l'isola più indipendente dal continente per le forniture idriche. Oggi il 50% dell'acqua arriva tramite condotta sottomarina dalla Val di Cornia. In futuro la percentuale dovrebbe diminuire grazie a investimenti mirati: 676mila euro per 8 nuovi pozzi (2 a Ortano e 1 a Cavo, Orti, San Giuseppe, Baccetti, Schiopparello e Nisporto); 130mila per 3 opere di presa superficiali (San Francesco, Pedalta e Vallebuia); 1milione e 470mila per la riduzione delle perdite di rete che oggi si aggirano intorno al 40%. E poi 1milione e 364mila euro per la distrettualizzazione degli acquedotti; 880mila per il potenziamento della dorsale elbana; 1milione euro per il primo lotto dell'invaso del Condotto - Portoferraio e infine 1milione e mezzo di euro per l'invaso di Marciana.
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