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Più controlli sulle spiaggee meno venditori ambulanti
Nonostante il gran numero di spiagge e le forze dell'ordine sotto organico, la lotta ai venditori abusivi in spiaggia funziona. Rispetto a qualche anno fa, ci sono molti meno venditori di griffes false o asciugamani e meno signore che offrono tatuaggi e massaggi
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PORTOFERRAIO. Nonostante il gran numero di spiagge e le forze dell'ordine sotto organico, la lotta ai venditori abusivi in spiaggia funziona. Rispetto a qualche anno fa, ci sono molti meno venditori di griffes false o asciugamani e meno signore che offrono tatuaggi e massaggi.
Abbiamo sperimentato di persona, a Marina di Campo dove, dallo scorso anno, è in vigore un regolamento che vieta qualunque forma di vendita sull'arenile. Il provvedimento funziona, anche se siamo lontani dal dire che gli ambulanti siano spariti. «Quest'anno se ne vedono passare molti di meno», dice Francesco, bagnino di uno stabilimento balneare della spiaggia campese. Rimangono, come da tradizione, i venditori di cocco che ormai da decenni lavorano lungo le coste dell'isola. Di rado anche qualche ragazza orientale che, con cappello di paglia e zaino in spalla, propone varie tipologie di massaggi ai bagnanti spacciandoli per trattamenti estetici rivoluzionari. Il problema? La carenza di personale all'interno delle polizie municipali non in grado di far fronte a tutte le attività estive: dai controlli in spiaggia a quelli sulle strade, alla vigilanza per le manifestazioni. Così c'è chi delega il pattugliamento alle altre forze dell'ordine: dalla Capitaneria ai Carabinieri. Insomma, i sequestri effettuati in tutta l'isola sembrano scoraggiare quest'organizzazione criminale che vede i venditori finali, quasi sempre di provenienza africana e sprovvisti di permesso di soggiorno, l'anello più fragile della catena. Sette di queste confische sono state effettuate nel solo comune di Capoliveri, l'unico - a quanto pare - ad impiegare ogni giorno una pattuglia a tutela dei bagnanti. «Non so come sia la situazione negli altri Comuni - dice il vicesindaco Claudio Della Lucia - ma noi di Capoliveri, efficienti sotto questo punto di vista già con la precedente amministrazione, abbiamo stilato una serie di delibere ed ordinanze apposite contro questo tipo di commercio abusivo.»
Abbiamo sperimentato di persona, a Marina di Campo dove, dallo scorso anno, è in vigore un regolamento che vieta qualunque forma di vendita sull'arenile. Il provvedimento funziona, anche se siamo lontani dal dire che gli ambulanti siano spariti. «Quest'anno se ne vedono passare molti di meno», dice Francesco, bagnino di uno stabilimento balneare della spiaggia campese. Rimangono, come da tradizione, i venditori di cocco che ormai da decenni lavorano lungo le coste dell'isola. Di rado anche qualche ragazza orientale che, con cappello di paglia e zaino in spalla, propone varie tipologie di massaggi ai bagnanti spacciandoli per trattamenti estetici rivoluzionari. Il problema? La carenza di personale all'interno delle polizie municipali non in grado di far fronte a tutte le attività estive: dai controlli in spiaggia a quelli sulle strade, alla vigilanza per le manifestazioni. Così c'è chi delega il pattugliamento alle altre forze dell'ordine: dalla Capitaneria ai Carabinieri. Insomma, i sequestri effettuati in tutta l'isola sembrano scoraggiare quest'organizzazione criminale che vede i venditori finali, quasi sempre di provenienza africana e sprovvisti di permesso di soggiorno, l'anello più fragile della catena. Sette di queste confische sono state effettuate nel solo comune di Capoliveri, l'unico - a quanto pare - ad impiegare ogni giorno una pattuglia a tutela dei bagnanti. «Non so come sia la situazione negli altri Comuni - dice il vicesindaco Claudio Della Lucia - ma noi di Capoliveri, efficienti sotto questo punto di vista già con la precedente amministrazione, abbiamo stilato una serie di delibere ed ordinanze apposite contro questo tipo di commercio abusivo.»
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