Il Tirreno

PORTOFERRAIO

Rifiuti, pronta la discarica del Buraccioma i costi per lo smaltimento restano alti

L’impianto di trattametno dei rifiuti del Buraccio a Porto Azzurro
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L’impianto di trattametno dei rifiuti del Buraccio a Porto Azzurro

Da settembre il via al collaudo. Con gennaio 2010 la produzione vera e propria di compost. L'adeguamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti del Buraccio - tecnicamente un revamping - è ormai completata. Non restano che pochi aggiustamenti tecnici

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PORTOFERRAIO. Da settembre il via al collaudo. Con gennaio 2010 la produzione vera e propria di compost. L'adeguamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti del Buraccio - tecnicamente un revamping - è ormai completata. Non restano che pochi aggiustamenti tecnici. Ma da qui a dire che i problemi legali allo smaltimento dei rifiuti all'Elba siano risolti ce ne passa.
Gli interventi al Buraccio, cioè la realizzazione di due linee di trattamento dei rifiuti (da un lato l'organico e dall'altro gli sfalci ed i resti delle potature utilizzati per la realizzazione di compost di qualità), sono solo il primo passo per rendere l'isola un po' più autonoma rispetto al continente in merito alla gestione della spazzatura.
Ad oggi, però, restano inalterati i costi di smaltimento, dovuti al conferimento in discarica - a Rosignano - dei rifiuti. Per alleviare il peso delle tasse, insomma, serve anche l'ampliamento della discarica del Literno. Ne è convinto il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, che per la spazzatura isolana ha in mente alcune soluzioni. Il punto numero uno? L'aumento della percentuale di differenziata. «Con l'impianto del Buraccio e la produzione di compost - spiega - riusciremo in un anno ad incrementare del 5% la differenziata, superando la soglia del 30% almeno per quanto riguarda Portoferraio. Entro il 2010 dovremmo poter arrivare a quota 35%, eliminando così la sovrattassa che pesa sulle tasche degli elbani». Ma ancora non basta. Il secondo obiettivo, per Peria, è il riutilizzo, sul territorio, dei prodotti riciclati «come nel caso del compost di qualità - spiega - che verrebbe riutilizzato in agricoltura. E' un discorso che non vale, purtroppo, per tutte le materie riciclate, dato che non esistono impianti di trattamento specifici sul territorio dell'isola. Ma è almeno un inizio».
La vera spada di Damocle sulla testa degli elbani resta però la destinazione dei rifiuti indifferenziati: oggi la discarica di Rosignano, domani secondo i piani della Provincia la terza linea dell'inceneritore di Livorno. «Che tuttavia - conclude il sindaco - ancora non c'è».

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