Il Tirreno

Livorno

Influenza A, vaccinazioni anticipate

Gian Ugo Berti
Controlli sanitari contro la cosiddetta influenza suina
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Controlli sanitari contro la cosiddetta influenza suina

Fra dicembre e gennaio partirà la profilassi specifica per la "suina"

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LIVORNO. Influenza suina, ecco il piano dell'Asl 6 per fronteggiare la nuova epidemia. Le novità non mancano. Per prima cosa sarà anticipata di due settimane, rispetto al 2008, la vaccinazione del personale sanitario contro l'influenza stagionale "australiana".
Lo ha stabilito la direzione generale dell'Asl. Così, tra il 12 e il 17 ottobre prossimi, si potranno sottoporre a vaccinazione (raccomandata e non obbligatoria) tutti gli operatori di settore. Seguirà poi - anche questo in anticipo rispetto al passato - la disponibilità del prodotto per i cittadini che desiderino vaccinarsi: nel 2008 lo fece il 15% della popolazione, con un picco del 70% fra gli anziani, percentuale in linea con la media nazionale.
Per il 2009 l'iniziativa si rivolge a 220mila cittadini, quindi si parla di numeri più alti rispetto a quelli degli ultimi anni. «Il motivo - spiega Rosa La Mantia, direttore sanitario - è quello di proteggere la più vasta fascia di popolazione possibile, nell'attesa dell'altra influenza, la "suina"».
«In ogni caso - aggiunge Marco Battaglini, direttore dell'Unità operativa di Igiene pubblica - vaccinarsi contro la prima protegge, entro certi limiti, anche contro la seconda, dato che in entrambe le situazioni, è coinvolto il virus Ah1n1».
«Davanti all'influenza suina, comunque, siamo pronti - dice a chiare lettere il direttore generale, Monica Calamai - come testimonia il "piano pandemico aziendale 2009", elaborato sulle indicazioni della regione Toscana e del Ministero della Salute.
Più complessa risulta la pianificazione di questa specifica campagna vaccinale per l'incertezza nella data di disponibilità del vaccino e nella quantità delle dosi.
L'ipotesi più accreditata è che questo tipo di vaccino possa essere disponibile nel periodo dicembre-gennaio e che ad essere vaccinato sarà solamente il personale sanitario ed assimilato.
«Nei dettagli - precisa ancora La Mantia - ci adegueremo secondo l'andamento dell'infezione».
In altre parole di fronte a pochi casi è previsto l'isolamento domiciliare, mentre si ricorrerà all'ospedalizzazione soltano in situazioni particolari.
Là dove invece i pazienti fossero più gravi, è prevista l'istituzione di apposite strutture di degenza in ogni presidio ed al livello provinciale. A Livorno, ad esempio, sarebbero disponibili da 60 a 100 posti letto, presso reparti "non intensivi" come malattie infettive, neurologica chirurgia generale e il centro di rianimazione.
Dal canto suo Spartaco Sani direttore dell'unita operativa malattie infettive, ha ricordato che i casi accertati a Livorno e provincia sono finora 12, curati sempre senza il ricorso a farmaci antivirali. E' bene inoltre sapere che non è necessario eseguire alcuna prevenzione con tali prodotti, se non alla presenza di gravidanza, asma in trattamento ed obesità grave.
Nessun operatore sanitario, a fino ad ora, ha contratto l'infezione suina in ambito lavorativo.

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