Il Tar firma la condanna del silos
Francesca Barone
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Il sindaco Michel Biagi e il silos della SolvaySembra arrivata ad un epilogo la questione del silos Solvay. Almeno dal punto di vista legale. È dello scorso giugno, infatti, la sentenza del Tar favorevole al Comune di San Vincenzo. Nel 2004 il Comune aveva presentato ricorso contro la delibera della Sovrintendenza toscana che annullava il progetto presentato dalla società Solvay e dallo stesso Comune.
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SAN VINCENZO. Sembra arrivata ad un epilogo la questione del silos Solvay. Almeno dal punto di vista legale. È dello scorso giugno, infatti, la sentenza del Tar favorevole al Comune di San Vincenzo. Nel 2004 il Comune aveva presentato ricorso contro la delibera della Sovrintendenza toscana che annullava il progetto presentato dalla società Solvay e dallo stesso Comune.
Il progetto prevede lo spostamento del silos dalla stazione ferroviaria di San Vincenzo a San Carlo, la realizzazione di un tratto ferroviario e l'ampliamento della cava.
Ora che il Tar si è espresso, il progetto può essere realizzato. In realtà non è tutto così semplice.
Superato questo scoglio, infatti, la questione si sposta su un piano molto delicato, quello degli accordi tra Comune, Regione e Solvay.
Un terreno minato viste le vicende degli ultimi anni. L'amministrazione comunale, infatti, dopo aver sottoscritto l'accordo di programma che prevedeva l'abbattimento del silos, ha fatto qualche passo indietro, influenzata anche dall'assessore regionale all'urbanistica Riccardo Conti, che si era espresso in favore di una valorizzazione dell'opera di Pierluigi Nervi.
Questo aveva mosso tutto un movimento, formato da studiosi, associazioni, politici e semplici cittadini, contrario all'abbattimento del silos, opera ritenuta dai più un reperto di archeologia industriale.
Adesso che la sentenza del Tar dà di nuovo il via libera al progetto di abbattimento del silos, il sindaco Biagi è pronto a trovare un accordo. «Mi impegno a sedermi ad un tavolo di trattative per dare vita ad un progetto che metta tutti i soggetti nella condizione di non perderci niente. Nessuno deve essere messo in difficoltà - commenta Biagi - Confermo la stessa posizione che ho assunto prima e durante la campagna elettorale. Vogliamo trovare una forma per valorizzare la storia industriale di questo Comune e questo è possibile solo attraverso il silos. Si tratta di un'area che riveste un ruolo strategico per San Vincenzo sia dal punto di vista del recupero storico-industriale, sia come zona di servizi legati al centro urbano. E' l'ingresso della città, una sorta di biglietto da visita». Un recupero del silos dichiarato anche nel piano strutturale discusso a marzo in consiglio comunale. Recupero, ma anche valorizzazione con usi di natura collettiva, in grado di offrire qualità e servizi alla società.
«Il comune farà la sua parte - conclude Biagi - Interverrà solo dal punto di vista urbanistico. Per quanto riguarda le risorse, non siamo in grado di mettercele, perché non ne abbiamo. Conto e confido sull'impegno della Regione e della Sovrintendenza».
Il progetto prevede lo spostamento del silos dalla stazione ferroviaria di San Vincenzo a San Carlo, la realizzazione di un tratto ferroviario e l'ampliamento della cava.
Ora che il Tar si è espresso, il progetto può essere realizzato. In realtà non è tutto così semplice.
Superato questo scoglio, infatti, la questione si sposta su un piano molto delicato, quello degli accordi tra Comune, Regione e Solvay.
Un terreno minato viste le vicende degli ultimi anni. L'amministrazione comunale, infatti, dopo aver sottoscritto l'accordo di programma che prevedeva l'abbattimento del silos, ha fatto qualche passo indietro, influenzata anche dall'assessore regionale all'urbanistica Riccardo Conti, che si era espresso in favore di una valorizzazione dell'opera di Pierluigi Nervi.
Questo aveva mosso tutto un movimento, formato da studiosi, associazioni, politici e semplici cittadini, contrario all'abbattimento del silos, opera ritenuta dai più un reperto di archeologia industriale.
Adesso che la sentenza del Tar dà di nuovo il via libera al progetto di abbattimento del silos, il sindaco Biagi è pronto a trovare un accordo. «Mi impegno a sedermi ad un tavolo di trattative per dare vita ad un progetto che metta tutti i soggetti nella condizione di non perderci niente. Nessuno deve essere messo in difficoltà - commenta Biagi - Confermo la stessa posizione che ho assunto prima e durante la campagna elettorale. Vogliamo trovare una forma per valorizzare la storia industriale di questo Comune e questo è possibile solo attraverso il silos. Si tratta di un'area che riveste un ruolo strategico per San Vincenzo sia dal punto di vista del recupero storico-industriale, sia come zona di servizi legati al centro urbano. E' l'ingresso della città, una sorta di biglietto da visita». Un recupero del silos dichiarato anche nel piano strutturale discusso a marzo in consiglio comunale. Recupero, ma anche valorizzazione con usi di natura collettiva, in grado di offrire qualità e servizi alla società.
«Il comune farà la sua parte - conclude Biagi - Interverrà solo dal punto di vista urbanistico. Per quanto riguarda le risorse, non siamo in grado di mettercele, perché non ne abbiamo. Conto e confido sull'impegno della Regione e della Sovrintendenza».
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