«Ho toccato il tetto della casaMi ha salvato cadere sul rovo»
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I soccorsi al passeggero rimasto ferito nell’incidenteE' stato trasferito al reparto di chirurgia maxillo facciale dell'ospedale di Pisa Isidoro Pensieri, il passeggero dell'ultraleggero precipitato sabato nel parco di Montioni, che subito dopo l'incidente era stato trasportato con un elicottero all'ospedale di Grosseto.
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SUVERETO. E' stato trasferito al reparto di chirurgia maxillo facciale dell'ospedale di Pisa Isidoro Pensieri, il passeggero dell'ultraleggero precipitato sabato nel parco di Montioni, che subito dopo l'incidente era stato trasportato con un elicottero all'ospedale di Grosseto.
Dalle radiografie, contrariamente a quanto sembrava in un primo momento, non sono emerse fratture alle gambe, ma solo ad un braccio. Ma a preoccupare i medici grossetani è stato soprattutto il forte trauma riportato alla faccia, tale da richiedere un intervento in un reparto specialistico.
Intanto, mentre proseguono le indagini sulle cause dell'incidente a parte dei carabinieri e dei vigili del fuoco, a rivelare qualche particolare in più e lo stesso Luciano Nannelli, il pilota dell'autogiro precipitato, ancora ieri ricoverato per accertamenti, nonostante non abbia riportato ferite, a Villamarina. Nannelli conferma che a provocare l'incidente è stato il mazzo di fiori gettato da Pensieri, che per sfortuna si è impigliato nel rotore di coda.
«Mi ha salvato il rovo spiega il pilota - Ho toccato prima il tetto dell'ostello, poi siamo caduti a bassa velocità, circa 50 Km all'ora. Ma non è vero che Isidoro si è buttato dal velivolo. Siamo usciti insieme, dopo l'impatto, dalla parte della coda. Quando sono arrivati i soccorsi io ero già in piedi».
Luciano Nannelli è un esperto del volo, a cui si dedica da quasi vent'anni, prima pilotando semplici deltaplani, poi ultraleggeri più impegnativi. Ex agente della guardia di finanza in pensione, è anche presidente dell'Ibis Val di Cornia, un'associazione di appassionati del volo, che collabora spesso anche con le iniziative dell'amministrazione comunale.
Il velivolo che stava pilotando, un autogiro, dotato di un rotore superiore e uno più piccoli di stabilizzazione in coda, è considerato tra i più sicuri della categoria degli ultraleggeri. Le pale superiori, infatti, continuano a ruotare a velocità ridotta anche nel caso che il motore si spenga. Questo dà il tempo al pilota di cercare il posto giusto per effettuare l'atterraggio d'emergenza.
Ma Luciano Nannelli, pur essendo un esperto pilota, non ne ha avuto la possibilità, anche perché il velivolo ha sfiorato prima il tetto dell'ostello.
G.P.
Dalle radiografie, contrariamente a quanto sembrava in un primo momento, non sono emerse fratture alle gambe, ma solo ad un braccio. Ma a preoccupare i medici grossetani è stato soprattutto il forte trauma riportato alla faccia, tale da richiedere un intervento in un reparto specialistico.
Intanto, mentre proseguono le indagini sulle cause dell'incidente a parte dei carabinieri e dei vigili del fuoco, a rivelare qualche particolare in più e lo stesso Luciano Nannelli, il pilota dell'autogiro precipitato, ancora ieri ricoverato per accertamenti, nonostante non abbia riportato ferite, a Villamarina. Nannelli conferma che a provocare l'incidente è stato il mazzo di fiori gettato da Pensieri, che per sfortuna si è impigliato nel rotore di coda.
«Mi ha salvato il rovo spiega il pilota - Ho toccato prima il tetto dell'ostello, poi siamo caduti a bassa velocità, circa 50 Km all'ora. Ma non è vero che Isidoro si è buttato dal velivolo. Siamo usciti insieme, dopo l'impatto, dalla parte della coda. Quando sono arrivati i soccorsi io ero già in piedi».
Luciano Nannelli è un esperto del volo, a cui si dedica da quasi vent'anni, prima pilotando semplici deltaplani, poi ultraleggeri più impegnativi. Ex agente della guardia di finanza in pensione, è anche presidente dell'Ibis Val di Cornia, un'associazione di appassionati del volo, che collabora spesso anche con le iniziative dell'amministrazione comunale.
Il velivolo che stava pilotando, un autogiro, dotato di un rotore superiore e uno più piccoli di stabilizzazione in coda, è considerato tra i più sicuri della categoria degli ultraleggeri. Le pale superiori, infatti, continuano a ruotare a velocità ridotta anche nel caso che il motore si spenga. Questo dà il tempo al pilota di cercare il posto giusto per effettuare l'atterraggio d'emergenza.
Ma Luciano Nannelli, pur essendo un esperto pilota, non ne ha avuto la possibilità, anche perché il velivolo ha sfiorato prima il tetto dell'ostello.
G.P.
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