Il Tirreno

«Il festival non si deve fare»

Luigi Cignoni
L’area dove si svolgerà il Festival latino americano
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L’area dove si svolgerà il Festival latino americano

Un paese, ieri pomeriggio, con le saracinesce abbassate per due ore, dalle 19 alle 21: tutti i negozi, ristoranti e pizzerie con le insegne spente e le porte chiuse per protesta contro il Festival Latino-americano che sarà inaugurato a Rio Marina il 15 luglio e resterà aperto fino al 15 di agosto.

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RIO MARINA. Un paese, ieri pomeriggio, con le saracinesce abbassate per due ore, dalle 19 alle 21: tutti i negozi, ristoranti e pizzerie con le insegne spente e le porte chiuse per protesta contro il Festival Latino-americano che sarà inaugurato a Rio Marina il 15 luglio e resterà aperto fino al 15 di agosto.
Chi transitava per viale Principe Amedeo, ieri sera, ha avuto netta la sensazione di aggirarsi in un "paese in quarantena": la risposta che hanno messo in essere i titolari di ristoranti del centro storico ai quali (per solidarietà) hanno aderito anche gli altri esercenti di boutique, abbigliamento, mercerie e bar. «Se volevano far sentire il loro disappunto agli amministratori pubblici - dice un riese - lo hanno gridato svuotando il centro storico» che ha ripreso a animarsi solo in tarda serata. Tutto ha preso le mosse dall'organizzazione del Festival Latino-americano che si svolgerà dal 15 luglio al 15 agosto in Vigneria, nelle immediate vicinanze del paese. Cosa temono i commercianti riesi? «Che la gente, i clienti vadano tutti al Festival - dicono alcuni - disertando le nostre sale, i nostri tavolini. Abbiamo paura che il centro storico del paese si svuoti per riempirsi invece Vigneria».
«Prima di tutto - risponde il sindaco Francesco Bosi, che domani incontrerà le categorie cittadine - gli stand saranno aperti dalle 19 alle 23 circa. Poi non si tratta di ristoranti: ci sarà solo degustazione di alcuni specialità latino-americane». Complessivamente saranno quattro stand dove sarà possibile assaggiare le specialità gastronomiche del mondo latino-americano. Il quinto invece esporrà della frutta esotica. «Non solo - continuano altri commercianti - sono esposti prodotti artigianali tipici del Cile, Argentina, Perù e così via».
E se la gente compra da una parte, con la crisi che sta interessando il mondo occidentale, non va a acquistare nelle boutique o negozi souvenir di Rio Marina.
«Ritengo che ci sia stata da parte dei commercianti - chiarisce il sindaco Bosi - una supervalutazione dell'evento festival. La manifestazione non va letta da questo punto di vista bensì va vista come un'opportunità per il paese, un modo per attirare più gente. Il nostro Comune è in posizione abbastanza periferica rispetto a Campo, Marciana Marina, ma allo stesso Porto Azzurro e Capoliveri. A Rio Marina bisogna venirci, occorre creare eventi per portare gli ospiti. Il Festival offre questa occasione». Sì, ma sono fuori dal centro abitato - fanno notare i commercianti - come pure gli spettacoli organizzati all'anfiteatro delle miniere. «Chi va all'anfiteatro - dice un altro commerciante - neppure transita per Viale Principe Amedeo». I titolari delle attività commerciali propongono che sia cancellato il Festival. «Ben venga la collaborazione della categoria con l'amministrazione - conclude Bosi - finora non si è mossa, speriamo accada in futuro».

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