Il presidio
Nel giugno del 2003 a Campiglia sparò a un militare mentre fuggiva
Tentò di rapinare una bancacondannato a 10 anni di carcere
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Carabinieri durante la caccia ai banditi il 6 giugno del 2003Successe davvero il finimondo, quella mattina, a Campiglia: era il sei giugno del 2003 quando due rapinatori entrarono alla Cassa di Risparmi di Livorno.
Un carabiniere che si trovava in banca, però, non si perse d'animo e si dette da fare per sventare il colpo, mostrando coraggio e determinazione
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LIVORNO. Successe davvero il finimondo, quella mattina, a Campiglia: era il sei giugno del 2003 quando due rapinatori entrarono alla Cassa di Risparmi di Livorno.
Un carabiniere che si trovava in banca, però, non si perse d'animo e si dette da fare per sventare il colpo, mostrando coraggio e determinazione.
Uno dei rapinatori tirò fuori la pistola e sparò, lui rispose al fuoco e per le viuzze del centro storico campigliese si aprì un conflitto a fuoco.
Dopo un inseguimento il militare riuscì anche ad acciuffare uno dei malviventi: così nel 2005 Lorenzo Mastrovito, pugliese di 33 anni con precedenti per rapina, fu condannato in tribunale a sette anni al termine di un processo con rito abbreviato.
Un fatto avvenuto sei anni fa, dunque, e che ha visto la sua conclusione giudiziaria in questi giorni con una condanna molto pesante, a dieci anni di reclusione, a carico di Luca Flore, il bandito originario di Ostuni (Brindisi) processato dal collegio giudicante del tribunale di Livorno (presidente Grazia D'Onofrio, giudici a latere Beatrice Dani e Antonio Pirato).
Flore, che fu rintracciato in un secondo momento grazie a un'attenta indagine dei carabinieri sui tabulati telefonici, doveva rispondere, oltre che della rapina, anche del tentato omicidio del carabiniere che intervenne per bloccare il tentativo di rapina e della ricettazione dell'auto che la banda di rapinatori aveva utilizzato per arrivare in banca, un'Alfa 164 di colore bianco, poi risultata rubata.
Il pubblico ministero Fiorenza Marrara aveva chiesto per Flore una condanna a nove anni, il collegio giudicante livornese ha ritenuto di dover accrescere la pena di un anno.
Del resto quel tentativo di rapina fu estremamente violento, provocando momenti di terrore nel paese: fu un carabiniere che per caso era in banca, l'allora 27enne Emilio Ferruzzi, a sventare il colpo.
Si gettò sui banditi, loro fuggirono, ci fu uno scambio di colpi di pistola, prima che il carabiniere riuscisse a bloccare Mastrovito, rallentato dalla distorsione a una caviglia che si era procurata saltando un muro nel disperato tentativo di sottrarsi all'arresto.
Un carabiniere che si trovava in banca, però, non si perse d'animo e si dette da fare per sventare il colpo, mostrando coraggio e determinazione.
Uno dei rapinatori tirò fuori la pistola e sparò, lui rispose al fuoco e per le viuzze del centro storico campigliese si aprì un conflitto a fuoco.
Dopo un inseguimento il militare riuscì anche ad acciuffare uno dei malviventi: così nel 2005 Lorenzo Mastrovito, pugliese di 33 anni con precedenti per rapina, fu condannato in tribunale a sette anni al termine di un processo con rito abbreviato.
Un fatto avvenuto sei anni fa, dunque, e che ha visto la sua conclusione giudiziaria in questi giorni con una condanna molto pesante, a dieci anni di reclusione, a carico di Luca Flore, il bandito originario di Ostuni (Brindisi) processato dal collegio giudicante del tribunale di Livorno (presidente Grazia D'Onofrio, giudici a latere Beatrice Dani e Antonio Pirato).
Flore, che fu rintracciato in un secondo momento grazie a un'attenta indagine dei carabinieri sui tabulati telefonici, doveva rispondere, oltre che della rapina, anche del tentato omicidio del carabiniere che intervenne per bloccare il tentativo di rapina e della ricettazione dell'auto che la banda di rapinatori aveva utilizzato per arrivare in banca, un'Alfa 164 di colore bianco, poi risultata rubata.
Il pubblico ministero Fiorenza Marrara aveva chiesto per Flore una condanna a nove anni, il collegio giudicante livornese ha ritenuto di dover accrescere la pena di un anno.
Del resto quel tentativo di rapina fu estremamente violento, provocando momenti di terrore nel paese: fu un carabiniere che per caso era in banca, l'allora 27enne Emilio Ferruzzi, a sventare il colpo.
Si gettò sui banditi, loro fuggirono, ci fu uno scambio di colpi di pistola, prima che il carabiniere riuscisse a bloccare Mastrovito, rallentato dalla distorsione a una caviglia che si era procurata saltando un muro nel disperato tentativo di sottrarsi all'arresto.
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