piombino cronaca
Viaggio nel rifugio dei senza tetto
Francesco Rossi
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Alcune immagini che testimoniano lo stato di degrado dell’area degli ex magazziniCattivi odori dai cassonetti e strade dissestate completano il quadro denunciato dai residenti e dai commercianti del quartiere ma fino ad oggi nessuno è intervenuto
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VENTURINA. Non solo degrado. La situazione degli ex-magazzini ha creato, per così dire, la risposta alle esigenze dei senza tetto. E l'accampamento è cresciuto. Un nuovo informale censimento ha rivelato la presenza di nuovi materassi, sedie, bottiglie e scatolette da poco consumate. Se parlassimo di un hotel verrebbe da dire che questa è una stagione col tutto esaurito. E non solo agli ex magazzini. Dietro i campi da tennis si trova un enorme parco dell'Asa che negli anni'40 doveva essere adibito a vivaio per piante. Oggi è un accampamento di casottini in eternit e tende di fortuna, con tanto di resti di cibo. Proseguendo parallelamente alla Via Cerrini si trova la stazione di sollevamento di Asa. Anche qui è di casa il più totale abbandono. E' l'area dell'ex pesa pubblica e dell'autolavaggio, anch'essa destinata ad essere rasa al suolo. L'accesso dalla via principale è chiuso da una gabbia arancione con un bel foro per agevolare il passaggio. La situazione cambia di poco al lato opposto della strada, al palazzo Incerti, all'altezza del n.100 di Via Cerrini. Il palazzo è di recente costruzione: per il resto è abbandonato esattamente come gli altri. Dalla porta a vetri si vedono i calcinacci, crepe nelle pareti, il tetto parzialmente mancante, sia nella parte anteriore, un tempo destinata ad uffici, sia in quella posteriore, un enorme fondo aperto che cade a pezzi, circondato da materiale dismesso ed arrugginito. A completare il quadro non proprio edificante per la vista, non poteva mancare qualcosa per l'olfatto di pari livello. Di fronte al palazzo, sul lato dove si trovano gli ex-magazzini, ci sono due cassonetti, che a detta di alcuni residenti della zona - e chi scrive può confermare - sono spesso inavvicinabili. Pare che vi venga scaricato del pesce e che la collina di cartoni che si trova nell'area non sia un residuo di mesi addietro, ma un carico che si forma quasi quotidianamente. Stesso stato per i cassonetti di fronte allo spazio H. Il gestore di "Planet Pizza", che si trova nelle vicinanze ha fatto già presente l'inconveniente, ma per il momento con scarsi risultati. Non va meglio per l'asfalto di via Cerrini. La strada, oltre ad essere stretta, è pienna di dossi e buche. «Pochi giorni prima delle elezioni hanno cominciato ad asfaltare - racconta uno dei residenti - eravamo convinti che fosse la volta buona. Invece si sono limitati a rifare la parte centrale della strada, per un metro di larghezza e più di centro metri di lunghezza. Ci hanno rifatto sopra la segnaletica e con questo ci hanno pagato». Situazione critica viene denunciata in Via Sardegna (una traversa di Via Cerrini), dove il passaggio di camion diretti al deposito Mannari (vicino al campo sportivo), che smaltisce detriti e materiale edilizio, provocherebbe una coltre spessa di polvere, con effetto nebbia per gli abitanti in fondo alla via. Il punto dolente però, sul quale quasi tutti i residenti concordano è quello della velocità. Le auto schizzano come se si trovassero in una strada extraurbana. All'incirca un anno fa, l'allora assessore ai lavori pubblici, Mario Paladini, aveva promesso i dissuasori di velocità o l'istallazione di autovelox. Ma al momento nessuno dei due è comparso.
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