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Sigilli ai contatorianche se l'utenteha pagato la bolletta

Utenti in attesa di fronte agli sportelli di Asa
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Utenti in attesa di fronte agli sportelli di Asa

Il caso di un condominio di via Boccaccio, i residenti si sono rivolti al giudice di pace

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PIOMBINO. Niente più acqua per gli utenti morosi. Lo prevede la politica di recupero crediti scelta da Asa. Politica che continua a far discutere visto che è in ballo l'utilizzo di un bene primario.

Osservare l'addetto di turno mentre applica i sigilli al contatore idrico non è un'esperienza augurabile a nessuno. E quando la sospensione del servizio riguarda utenti in regola con i pagamenti, allora sì che fioccano le polemiche. In tutto sono circa 500 gli interventi effettuati da gennaio a maggio dall'ufficio recupero crediti di Asa, anche se non tutti hanno portato all'effettiva chiusura forzosa del contatore.

Martedì scorso è stato il turno degli abitanti di un condominio in via Boccaccio a cui è stata sospesa l'erogazione di acqua a causa di due bollette che risultavano insolute. A dire il vero i primi segnali negativi per gli abitanti del condominio risalgono a novembre 2008 quando, a margine della fattura trimestrale, trovarono scritto «Attenzione alcune bollette risultano insolute». «Ho telefonato immediatamente al numero verde di Asa per chiedere spiegazioni - spiega Paola Bindi, responsabile del condominio - mi dissero che andava tutto bene e c'era stato un errore, cosa che mi hanno ripetuto dopo l'arrivo della fattura successiva in cui c'era lo stesso avviso. Quando a maggio 2009 abbiamo ricevuto la terza fattura con la stessa dicitura abbiamo deciso di scrivere ad Asa, pregando di inviarci via fax gli eventuali importi arretrati che non ci risultavano e mai ci erano stati richiesti».

La risposta di Asa è arrivata sabato scorso per raccomandata: in evidenza due morosità, una legata a una fattura insoluta di 512 euro con scadenza a marzo 2008, l'altra di 22 euro, nel 2006. In realtà la bolletta di oltre 500 euro era stata saldata dai condomini con tre giorni di anticipo rispetto alla scadenza, mentre l'altra «non ci era mai stata recapitata» afferma Bindi. Lunedì i condomini si sono presentati dal difensore civico mostrando la ricevuta del pagamento, ma non hanno fatto in tempo ad impedire l'intervento dei tecnici Asa: il giorno successivo il contatore era sigillato.

Per fortuna i disagi per gli utenti sono durati solo un'ora e mezzo, prima che il contatore venisse riallacciato grazie all'interessamento diretto del difensore civico. «Per Asa la bolletta era insoluta, ma i condomini avevano regolarmente effettuato il pagamento tramite bollettino mav - spiega il difensore civico Graziano Salvatici - la società rispetta un regolamento che spesso si rivela troppo stringente e concede poco tempo agli utenti per evitare situazioni spiacevoli. Per facilitare la situazione sarebbe opportuno, dopo l'invio della raccomandata, affiggere un cartello di avviso ai portoni dei condomini, prima di sospendere in modo risoluto il servizio».

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