Il Tirreno

piombino

I balneari tornano sul piede di guerra

Una forte mareggiata sulla Costa est Il mare lambisce uno stabilimento balneare
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Una forte mareggiata sulla Costa est Il mare lambisce uno stabilimento balneare

Attività turistiche in difficoltà chiedono una task force operativa «Poco o niente è stato fatto dopo i disastri causati dal maltempo nel novembre scorso. Pochi giorni di vento hanno rialzato le criticità»

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PIOMBINO. Gli operatori balneari aderenti alla Fiba-Confesercenti sono di nuovo sul piede di guerra, dopo le ultime mareggiate del ponte del 2 giugno e del primo fine settimana di questo mese che non hanno mancato di ingoiarsi a bocconi le nostre spiagge, soprattutto quelle della Costa est particolarmente esposte.
Nuovi danni sono stati registrati anche a carico delle strutture, dopo i duri colpi inferti dalla mareggiata del novembre dell'anno scorso che allagò l'intera spiaggia spingendosi fin dentro il sistema retrodunale della Costa est, provocando ingenti danni anche alla società dei Parchi che dovrà sostenere i costi del ripristino ambientale.
«Il problema dell'erosione costiera, di cui da molto tempo si parla - sostengono gli operatori turistici- è ora divenuto una vera e propria minaccia per il proseguimento e lo sviluppo delle attività balneari».
Ma rappresenta anche una minaccia per l'immagine da cartolina della città, che vede il suo turismo legato proprio al mare. Un mare che si "mangia" tratti di arenile, promosso anche quest'anno con il prestigioso riconoscimento della bandiera blu.
Per la Fiba-Confesercenti (la federazione degli operatori balneari), dalle violenti mareggiate del novembre scorso ad ora «poco o niente è stato concretamente fatto, tant'è che sono stati sufficienti pochi giorni di forti venti da Sud per rialzare i livelli di criticità».
«Sulla costa urbana, ad esempio, il lavoro di ripascimento e pulitura dalle alghe della spiaggia di Salivoli, fatto solo una ventina di giorni fa, è stato completamente distrutto ed ha richiesto un nuovo intervento - spiega la Fiba mentre, sulla Costa est, gli arenili sono stati ulteriormente erosi ed alcuni stabilimenti hanno registrato nuovi danni alle strutture».
«Se non si vuol rischiare che l'erosione metta a repentaglio tutto il lavoro fatto per ottenere la bandiera blu e le prospettive di sviluppo delle attività balneari della costa urbana - sostiene la Fiba-Confesercenti - sarà necessario che Regione e Provincia realizzino azioni concrete di difesa dell'intero litorale comunale, magari attraverso la creazione di una "task force" che abbia nell'amministrazione comunale il soggetto coordinatore e che sia in grado di interpretare le esigenze e di raccogliere gli spunti progettuali degli operatori del settore e delle associazioni che li rappresentano».
«Servono interventi importanti e duraturi - sostiene la Fiba-Confesercenti - che mettano al sicuro tutte le spiagge del litorale. Gli imprenditori balneari chiedono maggiore attenzione alle loro problematiche e sottolineano come ormai il turismo stia diventando un settore importante per lo sviluppo economico del territorio dell'intera Val di Cornia, da tutelare e supportare».
Quello che ora si verifica, invece, è il contrario. «Da una parte - affermano ancora i dirigenti della Fiba-Confesercenti - il fenomeno dell'erosione continua a privare la Costa est dei propri arenili a vantaggio, paradossalmente, di quelli della costa follonichese, dove un consolidato sistema di barriere di protezione costruite nel mare antistante gli stabilimenti balneari consente di preservare la sabbia preesistente e di favorirne l'accumulo di nuovi sedimenti».
«Sulla costa urbana - continua la Fiba - l'erosione provoca pericolose frane, causa la chiusura di interi tratti destinabili alla balneazione, e continua ad accompagnarsi al fenomeno dell'invasione delle alghe».
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: quasi tutti gli accessi lungo la costa cittadina sono interdetti alla balneazione. Si salvano per il momento gli ex Macelli, una parte di piazza Bovio, Salivoli anche se con i noti problemi e il Golfo di Calamoresca.

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