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Il Pd: «Il caso Val di Cornia non esiste»
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Matteo Tortolini«I loro candidati non hanno eroso il centrosinistra che alle amministrative ha sostanzialmente tenuto rispetto alle percentuali ottenute nelle Europee»
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PIOMBINO. «Se c'è un "caso Val di Cornia" è dato dalla nitida affermazione del centrosinistra e da un'evidente tenuta del Pd». È il commento, ormai a freddo, del segretario della Federazione del Pd Matteo Tortolini sull'andamento del voto. «Quello che non ci rallegra è invece il risultato nazionale e regionale: in molti Comuni siamo infatti stati costretti al ballottaggio e altri ancora hanno addirittura cambiato colore. E credo che su questi sia necessaria un'analisi approfondita». È del tutto evidente che il segretario del Pd c'è l'ha con coloro che, alla vigilia del voto, hanno sostenuto l'esistenza di un "caso Val di Cornia".
Un presupposto su cui si è basata soprattutto la campagna elettorale della lista "Comune dei cittadini" a Campiglia e "Uniti per Suvereto".
Così, dati alla mano, fa notare che a Campiglia il centrosinistra (Pd, Idv, Sl), più il Pdci (col solo dato rintracciabile delle Provinciali) ha ottenuto alle Europee il 57,4%. Rossana Soffritti, rimarca Tortolini, ha avuto il 55%. Poca differenza anche tra il voto del centrosinistra a Suvereto, dove alle Europee il centrosinistra ha avuto il 58% e Giampaolo Pioli il 54,9%. Un ragionamento che a Tortolini serve per dire che «mentre in altri casi le liste civiche hanno ottenuto un risultato penetrando nell'elettorato di centrosinistra, in Val di Cornia questo non è avvenuto. C'è stata qualche piccola erosione, ma qui hanno preso voti in uno strato sociale più largo, raccogliendo anche voti che nelle Europee sono andati al centrodestra».
Non per questo Tortolini ritiene che il fenomeno delle liste civiche sia da sottovalutato. «Sarebbe sbagliato rifugiarsi in una sorta di politicismo, visto che proprio in queste elezioni hanno portato spesso il centrosinistra al ballottaggio».
Che messaggio vuole dunque dare il segretario del Pd? «Le liste civiche - sostiene Tortolini - qui si sono aggregate sulla base di critiche alle scelte fatte sul territorio, dimenticando che al governo c'è il centrodestra con tutto quello che di negativo sta producendo. Insomma, il mondo non finisce in Val di Cornia e le lista civiche non si confrontano a sufficienza sulle prospettive».
A chi accusa il gruppo dirigente del Pd di essere autoreferenziale e di preferir parlare solo coi poteri forti, Tortolini replica: «È un partito che ha, come gli amministratori che esprime, radici nella realtà, anche se c'è indubbiamente un bacino sociale da recuperare».
Oltre 3mila voti e il 6% perso dal Pd rispetto alle Politiche dell'anno scorso dicono nulla al suo segretario? «Il dato non è paragonabile, non solo per le motivazioni del voto, ma perché nel 2008 ha pesato molto il fenomeno del voto utile».
A ottobre ci sarà il congresso del Pd e Tortolini auspica che il partito trovi una strategica solida. Nuove alleanze? «È un fatto che la sinistra riformista e l'Udc siano insieme la maggioranza in questo Paese. Auspico che anche Rifondazione imbocchi la strada di una riflessione: a Piombino aveva in Consiglio tre rappresentanti e ora ne ha uno. Negli altri Comuni è confluita in altre liste».
Quale sarà ora nei Comuni che gli alleati di Sinistra e libertà e dell'Italia dei valori? «Sul territorio ci sarà un rapporto equo con tutte le forze. I sindaci dovranno occuparsi della tenuta delle maggioranze, non hanno solo una responsabilità amministrativa ma anche politica».
Anche il gruppo dirigente del Pd cambierà dopo queste elezioni. «Vogliamo dare impulso al rinnovamento - è l'ultimo appunto di Tortolini - con un'infornata di giovani nella segreteria e negli altri livelli dirigenti, evitando il nuovismo, ma promuovendo persone che si sono formate nel lavoro nei circoli, nei consiglio comunali e nelle associazioni».
Un presupposto su cui si è basata soprattutto la campagna elettorale della lista "Comune dei cittadini" a Campiglia e "Uniti per Suvereto".
Così, dati alla mano, fa notare che a Campiglia il centrosinistra (Pd, Idv, Sl), più il Pdci (col solo dato rintracciabile delle Provinciali) ha ottenuto alle Europee il 57,4%. Rossana Soffritti, rimarca Tortolini, ha avuto il 55%. Poca differenza anche tra il voto del centrosinistra a Suvereto, dove alle Europee il centrosinistra ha avuto il 58% e Giampaolo Pioli il 54,9%. Un ragionamento che a Tortolini serve per dire che «mentre in altri casi le liste civiche hanno ottenuto un risultato penetrando nell'elettorato di centrosinistra, in Val di Cornia questo non è avvenuto. C'è stata qualche piccola erosione, ma qui hanno preso voti in uno strato sociale più largo, raccogliendo anche voti che nelle Europee sono andati al centrodestra».
Non per questo Tortolini ritiene che il fenomeno delle liste civiche sia da sottovalutato. «Sarebbe sbagliato rifugiarsi in una sorta di politicismo, visto che proprio in queste elezioni hanno portato spesso il centrosinistra al ballottaggio».
Che messaggio vuole dunque dare il segretario del Pd? «Le liste civiche - sostiene Tortolini - qui si sono aggregate sulla base di critiche alle scelte fatte sul territorio, dimenticando che al governo c'è il centrodestra con tutto quello che di negativo sta producendo. Insomma, il mondo non finisce in Val di Cornia e le lista civiche non si confrontano a sufficienza sulle prospettive».
A chi accusa il gruppo dirigente del Pd di essere autoreferenziale e di preferir parlare solo coi poteri forti, Tortolini replica: «È un partito che ha, come gli amministratori che esprime, radici nella realtà, anche se c'è indubbiamente un bacino sociale da recuperare».
Oltre 3mila voti e il 6% perso dal Pd rispetto alle Politiche dell'anno scorso dicono nulla al suo segretario? «Il dato non è paragonabile, non solo per le motivazioni del voto, ma perché nel 2008 ha pesato molto il fenomeno del voto utile».
A ottobre ci sarà il congresso del Pd e Tortolini auspica che il partito trovi una strategica solida. Nuove alleanze? «È un fatto che la sinistra riformista e l'Udc siano insieme la maggioranza in questo Paese. Auspico che anche Rifondazione imbocchi la strada di una riflessione: a Piombino aveva in Consiglio tre rappresentanti e ora ne ha uno. Negli altri Comuni è confluita in altre liste».
Quale sarà ora nei Comuni che gli alleati di Sinistra e libertà e dell'Italia dei valori? «Sul territorio ci sarà un rapporto equo con tutte le forze. I sindaci dovranno occuparsi della tenuta delle maggioranze, non hanno solo una responsabilità amministrativa ma anche politica».
Anche il gruppo dirigente del Pd cambierà dopo queste elezioni. «Vogliamo dare impulso al rinnovamento - è l'ultimo appunto di Tortolini - con un'infornata di giovani nella segreteria e negli altri livelli dirigenti, evitando il nuovismo, ma promuovendo persone che si sono formate nel lavoro nei circoli, nei consiglio comunali e nelle associazioni».
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