Italia
Resta al palo il piano spiagge unico
I Comuni ignorano da due anni gli indirizzi della Comunità Montana
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PORTOFERRAIO. Accessi, tariffe, consessioni, aree libere. Ogni Comune elbano continuerà ad applicare i propri regolamenti, nonostante siano passati due anni dalla stesura del piano di indirizzo elaborato dalla Comunità Montana. Un regolamento unico di gestione degli arenili che le amministrazioni comunali avrebbero dovuto rendere attuativo. Ma l’unità d’intenti che sembrava regnare due anni fa è ben presto sparita. E il risultato è che anche quest’estate ogni Comune andrà per conto suo. «Abbiamo incaricato professionisti oer lavorare al documento dopo aver fatto miriadi di riunioni con le amministrazioni, con le associazioni di categoria, aver ascoltato insomma le esigenze di tutti - ricorda oggi l’assessore della Comunità Montana Gianfranco Pinotti - Era stato redatto un piano valido e importante, che purtroppo i Comuni hanno poi scelto di ignorare. Oggi sono molto pessimista». Morale: le diverse amministrazioni, chi attraverso delibere di giunta, chi per mezzo di ordinanze balneari, chi invece attraverso regolamenti demaniali, gestiscono gli arenili come vogliono. Col risulato che molte concessioni sono bloccate da anni.
«Il nostro Comune - dice l’assessore ai lavori pubblici di Portoferraio Leo Lupi - dal 2003 ha adottato il regolamento di gestione del demanio marittimo. Da allora non abbiamo più aperto a nuove concessioni perchè siamo in attesa del piano spiagge unico, un progetto che avevamo sponsorizzato e alla cui stesura avevano contribuito i nostri tecnici. In questo modo sarebbe stato possibile definire una strategia univoca di gestione delle spiagge in tutta l’isola. Invece da parte dei Comuni è mancata la volontà di aderire. E così oggi a Portoferraio ci sono spiagge attrezzate, a Campo i punti blu e a Marciana si va avanti con le mini concessioni. Un sistema da manicomio». A spiegare chiaramente il punto di vista di alcuni sindaci è il primo cittadino di Marciana, Luigi Logi. «Tra un Comune e l’altro ci sono enormi differenze strutturali, sociali ed economiche - dice - Cosa hanno di simile le spiagge di Pomonte e Chiessi con quella di Procchio? Noi abbiamo preferito gestire le concessioni già da anni in atto nelle spiagge in base al regolamento del demanio approvato dal Consiglio comunale l’anno scorso.
Non ci saranno variazioni finché non sarà approvato il prossimo regolamento urbanistico, di cui il piano spiagge sarà una costola». La cosa che stupisce è che quando due anni fa la Comunità Montana approvò il piano regolatore unitario, lo fece con la partecipazione dei Comuni. Adesso però, come nel caso del piano strutturale unico (anch’esso fermo da tempo) o il piano dei rifiuti solidi, tutto si arena. Dove è finita dunque quell’unità di intenti spesso invocata dalle istituzioni elbane? «C’è una volontà unitaria più volte espressa - dice diplomatico il presidente della Comunità Montana Danilo Alessi - che spesso trova delle difficoltà operative a causa di differenze che storicamente esistono nel territorio elbano». Insomma, per dirla senza giri di parole, il piano spiagge sembra defunto ancora prima di nascere. E quasi nessuno oggi ci crede più, nonostante, lo ricorda Umberto Mazzantini, portavoce di Legambiente Arcipelago, «ci sia una norma regionale che lo prevede. Siamo dunque di fronte a una grave inadempienza e all’ennesima dimostrazione che i Comuni elbani hanno una visione parcellizzata del territorio, e non riescono a pensare all’isola come una realtà unitaria».
«Il nostro Comune - dice l’assessore ai lavori pubblici di Portoferraio Leo Lupi - dal 2003 ha adottato il regolamento di gestione del demanio marittimo. Da allora non abbiamo più aperto a nuove concessioni perchè siamo in attesa del piano spiagge unico, un progetto che avevamo sponsorizzato e alla cui stesura avevano contribuito i nostri tecnici. In questo modo sarebbe stato possibile definire una strategia univoca di gestione delle spiagge in tutta l’isola. Invece da parte dei Comuni è mancata la volontà di aderire. E così oggi a Portoferraio ci sono spiagge attrezzate, a Campo i punti blu e a Marciana si va avanti con le mini concessioni. Un sistema da manicomio». A spiegare chiaramente il punto di vista di alcuni sindaci è il primo cittadino di Marciana, Luigi Logi. «Tra un Comune e l’altro ci sono enormi differenze strutturali, sociali ed economiche - dice - Cosa hanno di simile le spiagge di Pomonte e Chiessi con quella di Procchio? Noi abbiamo preferito gestire le concessioni già da anni in atto nelle spiagge in base al regolamento del demanio approvato dal Consiglio comunale l’anno scorso.
Non ci saranno variazioni finché non sarà approvato il prossimo regolamento urbanistico, di cui il piano spiagge sarà una costola». La cosa che stupisce è che quando due anni fa la Comunità Montana approvò il piano regolatore unitario, lo fece con la partecipazione dei Comuni. Adesso però, come nel caso del piano strutturale unico (anch’esso fermo da tempo) o il piano dei rifiuti solidi, tutto si arena. Dove è finita dunque quell’unità di intenti spesso invocata dalle istituzioni elbane? «C’è una volontà unitaria più volte espressa - dice diplomatico il presidente della Comunità Montana Danilo Alessi - che spesso trova delle difficoltà operative a causa di differenze che storicamente esistono nel territorio elbano». Insomma, per dirla senza giri di parole, il piano spiagge sembra defunto ancora prima di nascere. E quasi nessuno oggi ci crede più, nonostante, lo ricorda Umberto Mazzantini, portavoce di Legambiente Arcipelago, «ci sia una norma regionale che lo prevede. Siamo dunque di fronte a una grave inadempienza e all’ennesima dimostrazione che i Comuni elbani hanno una visione parcellizzata del territorio, e non riescono a pensare all’isola come una realtà unitaria».
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