Restauro per le sculture delle fonti di Marina
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Le fonti prima dell'intervento di restauro (foto Paolo Barlettani)Intervento sulle opere firmate da Nicola Pisano
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PIOMBINO. Le teste di animali delle fonti di Marina, ormai indiscutibilmente attribuite a Nicola Pisano, non ci sono più. Da qualche tempo sono state tolte dalla posizione originaria, dove erano dal 1248, per essere trasferite nel laboratorio pisano di Luca Giannitrapani, restauratore di fiducia della Sovrintendenza, che a Piombino ha già brillantemente lavorato al recupero della preziosa chiesina di Cittadella realizzata da Andrea Guardi.
Al loro posto non torneranno più. Il loro destino, per proteggerle dall'usura del tempo, anche se con troppo e colpevole ritardo, sarà la musealizzazione. La decisione era stata presa dalla giunta comunale nel dicembre scorso, anche sotto lo stimolo di un'interpellanza presentata del consigliere della Sinistra democratica Enrico Pasquinucci. La sponsorizzazione per il restauro è invece arrivata dalla Fondazione Cassa di Risparmi.
«Le condizioni in cui ho trovato le sculture - dice il restauratore Luca Giannitrapani - erano gravi. Danneggiate soprattutto le teste dei tre molossi, mentre quella del cavallo si presentava in condizioni migliori». Il lavoro di ripulitura è praticamente terminato. «C'erano numerosi incrostazioni calcaree e apporti di alghe, ma anche schizzi di calcina e persino di vernice». E se calcare ed alghe in fondo ci si potevano aspettare, vista l'acqua che per centinaia d'anni è uscita dalle fonti, gli schizzi di calcina e vernice sono certo in gran parte da imputare alla colpevole trascuratezza con cui sono stati seguiti i lavori di ristrutturazione dell'ex ospedale, senza proteggere, come doveroso, un gioiello della scultura.
«Sono bellissime - dice infatti Maria Teresa Lazzerini, ispettore della Sovrintendenza e direttrice dei lavori - Pensi che le avevano chieste per una grande mostra nazionale che si sta svolgendo a Rimini sulla rinascita dell'antico nell'arte italiana. Avrebbero sicuramente fatto la loro figura, ma non le abbiamo potute mandare perché quando ci sono state chieste erano in loco e il restauro non ancora iniziato».
Anche Luca Giannitrapani appare soddisfatto del suo lavoro. «Certo, nel mio mestiere è difficile esserlo, vedo sempre qualcosa che potrebbe essere fatto meglio, che vedrò magari soltanto io».
Il restauratore ha lavorato anche a Marina, facendo tra l'altro un'interessante scoperta. Lavorando sull'intonaco, sopra l'arco che sovrasta le fonti, ha infatti rinvenuto frammenti di una decorazione pittorica. «Un motivo geometrico - dice - nascosto da precedenti restauri. Ho deciso di tirarlo fuori».
Tra una settimana le sculture lasceranno il laboratorio del restauratore per essere trasferite in quello di Giuseppe Donnaloia a Calci (Pisa), dove verranno eseguite le copie che saranno poi collocate a Marina.
Il restauratore prevede di completare tutto entro l'inizio dell'estate. «Sarebbe bello finire tutto quando anche a Piombino arrivano i turisti, ma non voglio sentirmi di fretta per evitare di trascurare qualcosa. Intanto ho il problema di rintracciare un cocciopesto di una certa granulometria per rifare l'intonaco sullo sfondo delle fonti e non è facile».
«Stiamo lavorando ad alcune ipotesi per la sistemazione delle sculture originali - dice l'assessore alla cultura Dell'Omodarme - Occorrerà forse trovare una sede provvisoria, poi pensiamo al Castello». Finalmente dunque una soluzione che toglierà dal degrado, altrimenti inevitabile, di uno dei piccoli gioielli che si sono salvati in una città non sempre rispettosa della sua storia.
Giorgio Pasquinucci
Al loro posto non torneranno più. Il loro destino, per proteggerle dall'usura del tempo, anche se con troppo e colpevole ritardo, sarà la musealizzazione. La decisione era stata presa dalla giunta comunale nel dicembre scorso, anche sotto lo stimolo di un'interpellanza presentata del consigliere della Sinistra democratica Enrico Pasquinucci. La sponsorizzazione per il restauro è invece arrivata dalla Fondazione Cassa di Risparmi.
«Le condizioni in cui ho trovato le sculture - dice il restauratore Luca Giannitrapani - erano gravi. Danneggiate soprattutto le teste dei tre molossi, mentre quella del cavallo si presentava in condizioni migliori». Il lavoro di ripulitura è praticamente terminato. «C'erano numerosi incrostazioni calcaree e apporti di alghe, ma anche schizzi di calcina e persino di vernice». E se calcare ed alghe in fondo ci si potevano aspettare, vista l'acqua che per centinaia d'anni è uscita dalle fonti, gli schizzi di calcina e vernice sono certo in gran parte da imputare alla colpevole trascuratezza con cui sono stati seguiti i lavori di ristrutturazione dell'ex ospedale, senza proteggere, come doveroso, un gioiello della scultura.
«Sono bellissime - dice infatti Maria Teresa Lazzerini, ispettore della Sovrintendenza e direttrice dei lavori - Pensi che le avevano chieste per una grande mostra nazionale che si sta svolgendo a Rimini sulla rinascita dell'antico nell'arte italiana. Avrebbero sicuramente fatto la loro figura, ma non le abbiamo potute mandare perché quando ci sono state chieste erano in loco e il restauro non ancora iniziato».
Anche Luca Giannitrapani appare soddisfatto del suo lavoro. «Certo, nel mio mestiere è difficile esserlo, vedo sempre qualcosa che potrebbe essere fatto meglio, che vedrò magari soltanto io».
Il restauratore ha lavorato anche a Marina, facendo tra l'altro un'interessante scoperta. Lavorando sull'intonaco, sopra l'arco che sovrasta le fonti, ha infatti rinvenuto frammenti di una decorazione pittorica. «Un motivo geometrico - dice - nascosto da precedenti restauri. Ho deciso di tirarlo fuori».
Tra una settimana le sculture lasceranno il laboratorio del restauratore per essere trasferite in quello di Giuseppe Donnaloia a Calci (Pisa), dove verranno eseguite le copie che saranno poi collocate a Marina.
Il restauratore prevede di completare tutto entro l'inizio dell'estate. «Sarebbe bello finire tutto quando anche a Piombino arrivano i turisti, ma non voglio sentirmi di fretta per evitare di trascurare qualcosa. Intanto ho il problema di rintracciare un cocciopesto di una certa granulometria per rifare l'intonaco sullo sfondo delle fonti e non è facile».
«Stiamo lavorando ad alcune ipotesi per la sistemazione delle sculture originali - dice l'assessore alla cultura Dell'Omodarme - Occorrerà forse trovare una sede provvisoria, poi pensiamo al Castello». Finalmente dunque una soluzione che toglierà dal degrado, altrimenti inevitabile, di uno dei piccoli gioielli che si sono salvati in una città non sempre rispettosa della sua storia.
Giorgio Pasquinucci
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