Il Tirreno

Anche il Demanio fra gli evasori Ici

Anche il Demanio fra gli evasori Ici

Pagati al Comune 300mila euro mai versati negli ultimi 5 anni

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RIO MARINA. Per cinque anni non ha pagato l’Ici l’imposta sugli immobili. Non è “un evasore” comune ma il Demanio dello Stato. Ora dovrà versare nelle casse comuali qualcosa come 300 mila euro. Si aggiungono agli altri 700 mila incassati sempre peril recupero dell’Ici non versata in questo caso da privati cittadini. Ma come detto a fare la parte del leone fra i mancati contribuenti, c’è un “evasore” particolare, quello che probabilmente è il proprietario del maggior numero di immobili rientranti nel territorio comunale riese: l’Agenzia del Demanio, che ha dovuto sborsare la bellezza di 300mila euro. Il motivo? Il Demanio è titolare di una fetta rilevante di terreni e di stabili del paese. Si tratta di una eredità del passato minerario e industriale di Rio Marina. Eppure non aveva mai pagato - almeno non in anni recenti - l’imposta comunale sugli immobili, che rappresenta la maggiore delle voci d’entrata dei Comuni italiani.

Il sindaco Francesco Bosi, dunque, forse considerata anche la lentezza che a Rio Marina si imputa al Demanio nella gestione e nella manutenzione dei suoi beni - molti dei quali insistono anche nel centro abitato - ha deciso di trattarlo come un normale cittadino, e l’ufficio comunale Tributi, che da qualche anno si occupa direttamente del recupero delle imposte non pagate, ha ottenuto dall’agenzia un “rientro” pari 300mila euro, che saranno investiti in opere pubbliche e manutenzione del patrimonio comunale. Dice Bosi: «I beni demaniali di Rio Marina non erano stati tassati dalla precedente amministrazione. Si tratta di fabbricati e aree fabbricabili, quella del Villaggio paese per esempio, e l’area di Vigneria: noi abbiamo applicato per la prima volta l’Ici al Demanio, facendo pagare all’Agenzia anche l’arretrato per gli anni precedenti, e questo ci porterà un incremento di 250mila euro, che fanno bene al Comune che li spenderà per manitenzioni e opere pubbliche. Era un atto dovuto, e noi l’abbiamo fatto».

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