Il Tirreno

L'acciaio tira, la Lucchini cerca 120 operai

Elisabetta Arrighi

Sono assunzioni a tempo indeterminato ma la fabbrica non piace più

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PIOMBINO. Da qui a cinque anni la produzione di acciaio dovrà raggiungere i 3 milioni di tonnellate, contro le 2 attuali. E per far questo bisogna assumere: si parte, in questo fine estate, con l'ingresso in fabbrica di 120 nuovi giovani operai. Entro il 2012 le assunzioni saranno almeno 8-900. Nessuno, ufficialmente, “osa” pronunciare questi grandi numeri, ma la realtà dei fatti è questa. Il piano industriale è chiaro, l'acciaio tira, e dietro l'angolo ci sono sviluppo e occupazione.
Proprio di questo, di sviluppo e occupazione, hanno discusso i sindacati di categoria e le Rsu con la direzione del personale della Lucchini quando due giorni fa si sono visti faccia a faccia dopo le ferie. La produzione deve essere incrementata ed è stato previsto - “ma si sapeva da tempo” dicono alcuni operai - un aumento della turnistica sui treni di laminazione, un reparto-chiave delle acciaierie. Ecco perchè, come hanno scritto i sindacati (Fim, Fiom, Uilm e coordinamento Rsu Lucchini) in un documento ufficiale, stanno per indossare la tuta blu 120 nuovi dipendenti. Operai generici, che sostituiranno in parte i 60-65 vecchi lavoratori che fra gennaio e marzo andranno in pensione. A conti fatti, quindi, saranno una sessantina i posti ex novo, nettamente in controtendenza rispetto a cioò che accade altrove in Toscana, dove molte aziende chiudono, dove si ricorrere alla cassa integrazione, dove incombono le crisi di questo o quel settore.

Ma in questo assumere c'è un elemento di novità: i giovani che varcheranno il cancello della fabbrica avranno per la prima volta un vero tutor. Anche nel recente passato i nuovi assunti, appena entrati, venivano per qualche tempo mesi sotto l'ala protettrice di operai con anni di esperienza. Da ora sarà diverso: il tutor sarà una figura nuova, con una sua professionalità, che insegnerà come stare in fabbrica. Si chiama addestramento, o meglio formazione, soprattutto per quanto riguarda le specializzazioni manutentive. «Il tutor - dicono al sindacato - deve insegnare ai giovani, portare un valore aggiunto a questo progetto attraverso la propria provata esperienza».
Dall'ufficio relazioni esterne della Lucchini-Severstal Pier Francesco Pepi fa sapere che sì, è vero, ci saranno 120 nuove assunzioni e l'azienda, di preferenza, cerca giovani della zona. «Ma bisogna ancora vedere chi risponderà o meno», sottolinea Pepi. Perchè c'è il timore che i ragazzi di Piombino e dintorni, nonostante le difficoltà a trovare un posto stabile, non abbiano poi tanta voglia di entrare in fabbrica, osservata a distanza con una certa diffidenza. «E' vero che molti ragazzi preferiscono fare la stagione turistica come camerieri - racconta Mirko Lami, uno dei coordinatori della Rsu - se si cercano operai a maggio e giugno è un problema, qualcosa di più si trova in autunno, quando sul turismo cala il sipario. Ma i giovani devono cogliere anche questa occasione, devono guardare allo stato delle cose con più lungimiranza. Guardiamo cosa accade in Italia. Quante sono le fabbriche che assumono a tempo indeterminato? Alle acciaierie, è scritto negli accordi, dopo il periodo di apprendistato il posto diventa definitivo, non precario. E' chiaro che in fabbrica ci sono dei problemi - prosegue Lami - è vero che il lavoro è duro, che ci sono stati incidenti mortali. Ma si sta cercando di migliorare lo stato delle cose e anche questi giovani devono impegnarsi affinchè l'obiettivo possa essere perseguito».

E' vero che a fare il cameriere stagionale si può guadagnare bene, ma è anche vero che da maggio a settembre si è sempre al pezzo, a lavorare, senza riposi o quasi. Il posto in fabbrica garantisce il giorno di festa, le ferie e uno stipendio sicuro, ma devi anche lavorare su tre turni (8-14, 14-22 e 22-6 del mattino successivo) e non ci sono né domeniche né festività canoniche come Natale, Pasqua o il 1º maggio, perchè l'altoforno è sempre acceso, il ciclo è continuo sulle 24 ore. Sono 900 euro netti il salario di accesso che, spiega un sindacalista, aumentano di 70 euro se a fine apprendistato l'operaio che diventa definitivo ha un diploma di perito meccanico o elettrico. «Pochi soldi, troppo pochi», dice Andrea Gerli, 27 anni, dal 2001 in fabbrica come operaio nonostante sia diplomato perito.
«Un segnale della ripresa occupazionale, certamente in controtendenza - commenta Gianni Anselmi, sindaco di Piombino - Nel nostro territorio ci sono segnali di volontà nuove, di dinamismo sia per quanto riguarda il settore industriale che quello portuale. Le 120 assunzioni sono posti di lavoro freschi, che rappresentano un primo passo nel ristabilire rapporti fra territorio e industria. E si tratta di occupazione strutturale, non precaria, un fatto importante, da sottolineare in positivo, anche in un quadro di produzione qualificata».

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