Il Tirreno

Fanghi, vertice al ministero dell'Ambiente

C. Loz.

Ma intanto il Comitato pensa sempre più concretamente al referendum

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PIOMBINO. Sulla vicenda dei fanghi di Bagnoli la pausa dopo l'ultimo consiglio comunale è durata poco più di una settimana. Giovedì prossimo a Roma infatti è in programma un vertice (promosso dall'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini) per gli approfondimenti sulle caratteristiche chimico-fisiche dei fanghi provenienti dalla colmata napoletana. La riunione si terrà al ministero dell'Ambiente, coordinata dal direttore generale Gianfranco Mascazzini, e vedrà la partecipazione di tutti i soggetti interessati alla questione, tra cui l'assessore gionale Bramerini, il sindaco Anselmi, l'assessore provinciale Garufo, ma soprattutto i tecnici di Icram e Arpat.

Il vertice rappresenta il tentativo di uscire dalle schermaglie politiche, in parte connaturate alla congruità dei finanziamenti legati all'operazione, per occuparsi delle questioni che in maniera più evidente hanno mosso i contrari all'arrivo dei fanghi (il Comitato no fanghi in pochi giorni ha raccolto oltre 4500 firme): cioè se le scorie di Bagnoli sono pericolose per la salute, se quei fanghi contengono Ipa ed eventualmente in che misura, quali sono i rischi nel trasporto via mare. Risposte a queste domande dovrebbero avere il potere di spostare il dibattito su un piano concreto e più comprensibile per una città che vive questo momento con grande attesa e partecipazione. Sempre giovedì, ma a Piombino, si riunisce anche il Comitato no fanghi, in preparazione alla riunione del giorno successivo della quarta commissione consiliare.

Ma nella riunione di giovedì sera è prevedibile anche che il Comitato inizi a discutere in termini concreti della possibilità di indire un referendum sull'accordo Piombino-Bagnoli. Nei giorni scorsi il Comitato ha affrontato la questione col Comune dal punto di vista degli obblighi formali, giovedì probabilmente dovrà prendere una decisione, ovviamente collegata alla possibilità che, dopo gli approfondimenti chiesti dalla Regione, e un altro consiglio comunale, il Comune vada alla firma dell'accordo.
Un accordo che in termini generali prevede per Piombino 342 milioni di euro a fronte del trasferimento di 1,3 milioni di metri cubi di residui della colmata dell'ex Italsider di Bagnoli, destinati a finire nelle vasche già in fase di realizzazione, con cui si procederà all'ampliamento del porto. Soldi che andrebbero nel completamento della strada 398 verso il porto ma anche nella realizzazione delle infrastrutture portuali (64 ettari) e per far decollare la piattaforma Tap, studiata per il recupero dei rifiuti industriali prodotti dalla Lucchini.

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