Il Tirreno

Fanghi di Bagnoli, slitta l'intesa

Giorgio Pasquinucci
Fanghi di Bagnoli, slitta l'intesa

Il sindaco incontra Pecoraro Scanio e convoca il consiglio comunale aperto

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PIOMBINO. Nessuna firma domani al ministero dell’Ambiente sull’accordo per trasferire la colmata di Bagnoli nelle vasche del porto. Lo slittamento è stato chiesto ieri a Pecoraro Scanio dal sindaco Anselmi, durante un lungo incontro al quale hanno partecipato anche il presidente dell’Autorità portuale Guerrieri e l’assessore provinciale Marrocco. Prima di essere ricevuta dal ministro, la delegazione ha approfondito gli aspetti tecnici del progetto con il capo di gabinetto Viglione e con il direttore generale del ministero Mascazzini. Si tratta come è noto di trasferire nelle vasche in costruzione al porto per ospitare i fanghi del dragaggio, anche rifiuti siderurgici e sedimenti marini accumulati dall’ex stabilimento Ilva di Bagnoli. Circa un milione e 300mila metri cubi di materiali, di cui circa 250mila classificati come pericolosi. Secondo la bozza di accordo in discussione, 400mila metri cubi dovrebbero essere messi direttamente in vasca, mentre gli altri 900mila (tra i quali i pericolosi) trattati prima nella piattaforma Tap. La vicenda ha scatenato l’altro giorno una dura reazione del “cartello” delle opposizioni di centrodestra e di sinistra, con l’eccezione del Verdi (favorevoli) e il silenzio di Sinistra democratica. Hanno chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto e la risposta viene dal sindaco. «Abbiamo chiesto il rinvio della firma e nel frattempo avvieremo la discussione in città, cercando di chiarire ed approfondire tutti gli aspetti, avvalendoci anche del supporto tecnico del ministero. A questo proposito sarà convocato un consiglio comunale aperto giovedì 12, a cui parteciperà anche il direttore generale del ministero Mascazzini». In un comunicato diramato ieri, il sindaco definisce positivo l’incontro con Pecoraro Scanio. «È stata una conversazione molto utile perché il ministro ci ha garantito massima trasparenza e informazione, manifestando interessere per una risoluzione positiva e corretta, con le massime rassicurazioni dal punto di vista ambientale». Per Anselmi, dunque, l’operazione «è meritevole e interessante per le opportunità che offre, aldilà dei tentativi di dargli una connotazione negativa. Rimane però aperto, e per noi è una questione decisiva - sottolinea - il problema dell’effettiva realizzazione della 398 da Montegemoli al porto, che noi intendiamo come stralcio anticipatore della Tirrenica. Ai fini dell’accordo è necessario che venga individuata con precisione la data e l’avvio dei lavori, con un cronoprogramma preciso e l’integrale copertura finanziaria. Progettazione e realizzazione devono avvenire nei tempi più brevi possibile». Il clima politico sul caso dei fanghi di Bagnoli è ancora molto surriscaldato. Rifondazione comunista sta interessando i sui parlamentari per aprire una discussione nelle commissioni parlamentari Ambiente e Trasporti della Camera. Alle proteste sui metodi si aggiungono preoccupati allarmi sui rischi dell’operazione e già ora si sentono i venti di nuove polemiche sulla data del Consiglio comunale. «Si vuole aprire una discussione e chiuderla subito», dice il segretario di Rifondazione Favilli. Il sindaco dal canto suo sottolinea: «E’ fondamentale discutere, ma vorrei sottolineare che si va profilando e una grande opportunità per il nostro territorio, attraverso la valorizzazione del ruolo di Tap e l’importante accelerazione della 398. Una questione nazionale importante, sulla quale sono impegnati ben 4 ministeri e la presidenza del Consiglio, che può costituire una leva di sviluppo collegata alla nostra vocazione produttiva e portuale». Sul cammino intrapreso da Anselmi si aperto tuttavia un altro fronte di possibile scontro. Quello con il sindaco di Livorno Cosimi, che ha manifestato la sua insofferenza per un eventuale sganciamento di Piombino dagli accordi sull’autostrada che prevedendo, oltre la 398, anche il tratto Maroccone-Chioma.

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