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Il ministro boccia i trasporti nell'Arcipelago
Elena Maestrini
Biglietti cari, servizi non efficienti: «Serve un sistema unico per l'arcipelago». Sulla Toremar ipotizzata una società pubblica e privata
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PORTOFERRAIO. Il primo giorno da ministro dei Trasporti all'Elba. «Di solito ci venivo in vacanza e staccavo la spina». Per Alessandro Bianchi è stato un incontro densissimo di contenuti, dove i partecipanti al grande tavolo della conferenza, organizzata dalla Comunità montana, hanno delineato il quadro dei trasporti all'Elba ed avanzato le rispettive istanze. Il tema centrale è stata la richiesta della continuità territoriale per l'aeroporto e le isole dell'Arcipelago, ma si è parlato anche di futuro della Toremar.
La società dal 2012 potrebbe essere sganciata dalla Tirrenia e diventare un sistema di trasporto pubblico gestito dalle realtà locali, di vera concorrenza tra le compagnie di navigazione, di costi che penalizzano il turismo. Temi complessi che richiedono soluzioni integrate, anche per superare oggettive miopie delle leggi.
Se infatti la continuità territoriale, per quanto riguarda il trasporto marittimo, che prevede maggiore facilitazioni per lo spostamento e per le tariffe, è riconosciuta per l'isolano che si reca in Continente, non è invece prevista per la mobilità tra le isole. Ecco perciò la necessità di creare un sistema Arcipelago che abbia anche la capacità giuridica di essere un interlocutore con le istituzioni.
«Non è una cosa impossibile - ha detto il Ministro - occorre un concorso di idee, e dobbiamo passare da una fase di elencazione dei disservizi ad una fase propositiva». A fronte dell'intervento di Da Pelo, sindacalista della Filt, sulla necessità di sganciare la Toremar dal «quel carrozzone che è diventato la Tirrenia», il Ministro ha fato capire che prima di far scoppiare un altro caso Alitalia, occorrerà per tempo riorganizzare il trasporto pubblico marittimo. Nel 2012 scadranno infatti i termini per le convenzioni statali e quindi, in teoria, tutti i servizi andrebbero a bando. «Potrebbe entrare, che so, - ha ipotizzato Bianchi - una compagnia svedese interessata alla tratta, ma gli enti locali hanno la possibilità di giocare una parte importante. In Campania, ad esempio, si sta costituendo una società mista pubblico-privato, la Toscana potrebbe fare altrettanto, tenendo sempre ben presente il principio dell'onere del servizio pubblico. Bianchi ha più volte fatto delle chiare distinzioni su ciò che il suo Ministero può e deve fare per superare le difficoltà dei cittadini residenti nell'Arcipelago e il capitolo delle attività turistiche. Nell'ottica di riorganizzazione del trasporto marittimo ha fatto presente che «non basta dare più soldi al sistema attuale», ma occorre verificare i livelli di qualità e garantire i servizi all'interno della fascia sociale dei residenti, «non si può invece - ha ribadito il Ministro - sostenere il turismo, per questo va interessato il proprio il ministero del Turismo, per aprire un tavolo con Regione ed Enti locali». A fronte dei numerosi esempi di biglietti salatissimi praticati dalle compagnie, riferiti dal presidente degli Albergatori Mauro Antonini, «sul tratto Olbia - Piombino si pagano 90 euro per auto e due passeggeri, sul tratto Elba Piombino si paga la stessa cifra ma da una parte ci sono 4 ore e mezzo di navigazione dall'altra soltanto un'ora», il Ministro commenta che, se così stanno le cose, «si tratta di un'evidente stortura del sistema». Anche per i costi esorbitanti denunciati dai sindaci per il trasporto dei camion che conferiscono i rifiuti in continente il Ministro ha preso appunti ed ha promesso di informarsi meglio.
Sul corridoio tirrenico Bianchi è apparso franco. «Qui siamo di fronte ad una situazione contraria rispetto alla Val di Susa. Gli enti locali, la popolazione, gli ambientalisti sono d'accordo, le incomprensioni sono tutte a livello centrale». Per il prolungamento della statale 398 fino a Piombino, che dimezzerebbe i tempi per il raggiungimento del porto, struttura vista come un primo stalcio del corridoio tirrenico, ad un costo non particolarmente oneroso, 70 milioni di euro, non ci sarebbero grandi problemi. Tornando ai porti elbani, il Ministro, su istanza del sindaco Roberto Peria, ha parlato di security, quella che oltre al traffico crocieristico, interesserà anche il movimento passeggeri.
«Abbiamo il porto all'interno della città medicea - ha spiegato Peria - non potremo affogarlo con ulteriori recinzioni, metal detector e gate». Bianchi ha fatto presente che certe leggi pensate magari per realtà portuali diverse, dovranno tenere conto delle esigenze dei porti più piccoli. Per il resto il ministro si è trovato d'accordo sulla proposta di Peria di pensare ad un sistema di porti elbano «binario», cioè Portoferraio e Rio Marina e di un «porto-aeroporto» per un turismo diverso e di qualità».
La società dal 2012 potrebbe essere sganciata dalla Tirrenia e diventare un sistema di trasporto pubblico gestito dalle realtà locali, di vera concorrenza tra le compagnie di navigazione, di costi che penalizzano il turismo. Temi complessi che richiedono soluzioni integrate, anche per superare oggettive miopie delle leggi.
Se infatti la continuità territoriale, per quanto riguarda il trasporto marittimo, che prevede maggiore facilitazioni per lo spostamento e per le tariffe, è riconosciuta per l'isolano che si reca in Continente, non è invece prevista per la mobilità tra le isole. Ecco perciò la necessità di creare un sistema Arcipelago che abbia anche la capacità giuridica di essere un interlocutore con le istituzioni.
«Non è una cosa impossibile - ha detto il Ministro - occorre un concorso di idee, e dobbiamo passare da una fase di elencazione dei disservizi ad una fase propositiva». A fronte dell'intervento di Da Pelo, sindacalista della Filt, sulla necessità di sganciare la Toremar dal «quel carrozzone che è diventato la Tirrenia», il Ministro ha fato capire che prima di far scoppiare un altro caso Alitalia, occorrerà per tempo riorganizzare il trasporto pubblico marittimo. Nel 2012 scadranno infatti i termini per le convenzioni statali e quindi, in teoria, tutti i servizi andrebbero a bando. «Potrebbe entrare, che so, - ha ipotizzato Bianchi - una compagnia svedese interessata alla tratta, ma gli enti locali hanno la possibilità di giocare una parte importante. In Campania, ad esempio, si sta costituendo una società mista pubblico-privato, la Toscana potrebbe fare altrettanto, tenendo sempre ben presente il principio dell'onere del servizio pubblico. Bianchi ha più volte fatto delle chiare distinzioni su ciò che il suo Ministero può e deve fare per superare le difficoltà dei cittadini residenti nell'Arcipelago e il capitolo delle attività turistiche. Nell'ottica di riorganizzazione del trasporto marittimo ha fatto presente che «non basta dare più soldi al sistema attuale», ma occorre verificare i livelli di qualità e garantire i servizi all'interno della fascia sociale dei residenti, «non si può invece - ha ribadito il Ministro - sostenere il turismo, per questo va interessato il proprio il ministero del Turismo, per aprire un tavolo con Regione ed Enti locali». A fronte dei numerosi esempi di biglietti salatissimi praticati dalle compagnie, riferiti dal presidente degli Albergatori Mauro Antonini, «sul tratto Olbia - Piombino si pagano 90 euro per auto e due passeggeri, sul tratto Elba Piombino si paga la stessa cifra ma da una parte ci sono 4 ore e mezzo di navigazione dall'altra soltanto un'ora», il Ministro commenta che, se così stanno le cose, «si tratta di un'evidente stortura del sistema». Anche per i costi esorbitanti denunciati dai sindaci per il trasporto dei camion che conferiscono i rifiuti in continente il Ministro ha preso appunti ed ha promesso di informarsi meglio.
Sul corridoio tirrenico Bianchi è apparso franco. «Qui siamo di fronte ad una situazione contraria rispetto alla Val di Susa. Gli enti locali, la popolazione, gli ambientalisti sono d'accordo, le incomprensioni sono tutte a livello centrale». Per il prolungamento della statale 398 fino a Piombino, che dimezzerebbe i tempi per il raggiungimento del porto, struttura vista come un primo stalcio del corridoio tirrenico, ad un costo non particolarmente oneroso, 70 milioni di euro, non ci sarebbero grandi problemi. Tornando ai porti elbani, il Ministro, su istanza del sindaco Roberto Peria, ha parlato di security, quella che oltre al traffico crocieristico, interesserà anche il movimento passeggeri.
«Abbiamo il porto all'interno della città medicea - ha spiegato Peria - non potremo affogarlo con ulteriori recinzioni, metal detector e gate». Bianchi ha fatto presente che certe leggi pensate magari per realtà portuali diverse, dovranno tenere conto delle esigenze dei porti più piccoli. Per il resto il ministro si è trovato d'accordo sulla proposta di Peria di pensare ad un sistema di porti elbano «binario», cioè Portoferraio e Rio Marina e di un «porto-aeroporto» per un turismo diverso e di qualità».
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