Il Tirreno

Aree marine, no dei sindaci al ministero

Elena Maestrini

Divieti considerati eccessivamente rigidi, pronta una proposta unitaria

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PORTOFERRAIO. Proposta indecente del Ministero dell'Ambiente per le aree marine protette. E' questo l'unanime giudizio dei rappresentanti della Comunità del Parco nazionale dell'Arcipelago dopo la tumultuosa riunione con il rappresentante del Ministero, il tecnico Stefano Donati.
Sindaci di destra e di sinistra infuriati contro i numerosi divieti, considerati rigidi, assurdi e mortificanti. Soprattutto nei confronti dei residenti, dei turisti che vengono all'Elba con una semplice canna da pesca, e della cultura del mare in generale.

A differenza di quanto sembrava all'inizio, anche le zone di tutela di fascia B e C risulterebbero blindate, con qualche concessione in più rispetto alle zone A di riserva integrale. In pratica anche in seconda e terza fascia la pesca sportiva ai residenti sarebbe consentita solo dietro autorizzazione. Anche per gli elbani di nascita o d'adozione, l' antica compagna di una vita, la pesca a bolentino, si potrà esercitare solo dopo la richiesta di permessicratico, e dopo il pagamento di una certa somma, seppur minima.
Nessuna chance invece per la pesca in apnea. Bandita e additata come la nemica numero uno del mare. L'unico modo per consentirla sarebbe lasciare uno spicchio di mare libero da qualsiasi tipologia di area marina protetta, una cosiddetta zona franca.

Sindaci tutti d'accordo, almeno per una volta, nel formulare una controproposta da presentare al Ministero dell'Ambiente. Ma la querelle sta anche nell'iter per la costituzione delle aree marine protette. Il Ministero vorrebbe conferire con ciascun comune, i rappresentati della Comunità del Parco, una volta tanto che si trovano in assoluta sintonia, vorrebbero presentare una proposta unitaria e integrata.

Deluso e arrabbiato il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, che durante gli incontri pubblici promossi sul tema aveva trovato un punto d'incontro tra i fruitori del mare e ambientalisti. Addirittura i gestori di diving si erano proposti come «guardiani del mare», in un'ottica di salvaguardia e fruibilità dei fondali, binomio bello e possibile proprio grazie ad una istituzione condivisa e pacifica delle aree marine protette. Più cauta, ma che conferma un clima di scarsa serenità durante l'incontro con il rappresentante del Ministero, è la vicepresidente del Parco, Milena Briano, che lamenta un'inaspettata inflessibilità. «Ci hanno detto che si può discutere sulla zonanzione, ma le regole di ogni singola fascia rimarranno quelle». Anche per Milena Briano una proposta condivisa e concertata da tutti i comuni sarebbe una cosa molto positiva «se poi l'iter - precisa - prevede che la contrattazione avvenga comune per comune, ognuno riferirà per la parte che gli compete».
Ancora da decidere, oltre a tutto il resto, a chi andrà la gestione delle Amp. «Mi ha sopreso - dice ancora Briano - la proposta di Peria di affidarla al Parco ed a un consorzio di Comuni, mi sembra una cosa un po' complicata, non vorrei che fosse una mancanza di fiducia nei confronti del Parco».

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