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Il cinema visto da Mariarosa Mancuso, critico che non fa sconti
Francesca Lenzi
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PIOMBINO. "Breve e crudele", la definisce Giuliano Ferrara nell'introduzione al libro "Nuovo Cinema Mancuso", edito da Rizzoli. Sicuramente dice quello che pensa Mariarosa Mancuso (nella foto con Canessa e - a destra - l'assessore Pallini), giornalista e critico cinematografico de Il Foglio. Lo dice con chiarezza e senza tanti giri di parole, mostrando uno stile originale, ironico e autentico e una valutazione schietta, che non guarda in faccia nessuno. Non a caso Virzì l'ha definita, dopo la sua stroncatura su "Tutta la vita davanti", una killer. «Tu fai una cosa che difficilmente fanno i critici - le si rivolge Fabio Canessa, che l'ha intervistata nell'incontro al Centro Giovani, organizzato dal Comune di Piombino nell'ambito della rassegna "Giro Stampa in rosa" - Non solo dai un parere sul film, ma offri anche al lettore uno sguardo sulla tua idea di mondo». "Nuovo Cinema Mancuso" è una raccolta lucidissima di recensioni e intervalli/riflessioni sulla settima arte, specchio fedele della personalità poliedrica e priva di pregiudizi della giornalista de Il Foglio, che non si fa problemi a scherzare beffardamente sulla longevità di un regista non trai suoi preferiti, Manoel de Oliveira: «Annoiare evidentemente allunga la vita».
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