Il Tirreno

SALUTE

Nuove cure per i noduli tiroidei

Gian Ugo Berti

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 Noduli tiroidei: solitamente preferibile è la terapia medica, non poche però appaiono le necessarie alternative, al di là dell'approcio chirurgico classico. Si parla, in una parola - spiega Daniele Barbaro, responsabile dell'Unità operativa di endocrinologia all'Asl di Livorno - di non rare situazioni cliniche dove il soggetto non voglia o possa sottoporsi all'operazione tradizionale oppure dove, pur di piccole dimensioni, creino disagi estetici e via così.  Alcoolizzazione: particolarmente indicata è nei noduli cistici. La presenza di una parete impedisca infatti, all'alcool iniettato nella cavità liquida, di diluirsi nei tessuti circostanti, evitando complicazioni di necrosi ovvero grave danno di strutture contigue, verificatesi invece con i noduli solidi.  Laser, ok. All'interno dell'ago inserito, vengono introdotte fibre ottiche capaci di produrre l'illuminazione laser. Il riscaldamento produce infatti necrosi e distruzione del tessuto nodulare. Si esegue senza anestesia locale, in una - quattro sedute e l'indicazione è alternativa all'intevento chirurgico od in noduli pur non grossi che producano disagio estetico.  Alcolizzazione e laser possono, in selettivi casi, costituire due scelte complementari.  Radiofrequenza ed ultrasuoni. Questi ultimi ad alta frequenza impiegano una doppia sonda capace di determinare necrosi coagulativa focalizzata di tessuto. Entrambe le tecniche richiedono sedazione e blando trattamento anestesiologico e duqnue appaiono forse d'eccessivo impatto per quadri clinici benigni,salvo casi particolari.  Le tecniche mininterventistiche, in particolare l'alcoolizzazione ed il trattaemtno percutaneo, appaiono utili nella cura dei noduli tiroidei. La reale scarsa invasività delle procedure, conclude Barbaro - le rende sicuramente interessanti per la terapia delle sitiuazoni benigne. Pur richiedendo operatori esperti ed un' adeguata selezione della casistica, rappresentano sul piano scientifico metodiche di sicuro interesse e provata efficacia.  I noduli tiroidei, per la cronaca, sono presenti clinicamente, cioè visibili e/o palpabili, in circa il 4-5% della popolazione nelle aree a sufficiente apporto iodico, ma va considerato invece che in molti paesi, ove è stata introdotta la profilassi iodica, l'introito iodico può essere ai limiti bassi o addrittura non sufficiente. Inoltre, ormai l'ecografia del collo viene eseguita frequentemente per i più disparati motivi e dunque la prevalenza dei noduli, globalmente considerata clinica ed ecografica, può arrivare al 20-30%.  Se viene evidenziato il nodulo, necessario è il dosaggio nel sangue dell'ormone TSH. La scintigrafia è opportuna davanti a valori bassi. Nella maggior parte dei casi il valore sarà normale e l'ago aspirato rappesenta l'esame elettivo per diagnosi e natura dei noduli (la malignità media oscilla fra il 4% e l'8%).

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