Il Tirreno

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Salvata una tartaruga marina sulla spiaggia a Marina di Campo

Antonella Danesi
Salvata una tartaruga marina sulla spiaggia a Marina di Campo

L'animale aveva ingerito una corda e sembrava morto. Intervenuti volontari e una vigilessa: «Muoveva le pinne, l'abbiamo aiutata a sopravvivere»

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MARINA DI CAMPO. La segnalazione di un turista che vede la tartaruga sulla spiaggia di Marina di Campo. I primi bagnanti che vedono l'animale spiaggiato e lo danno per morto. Ma poi la tartaruga Caretta caretta viene salvata con l'aiuto dei volontari e ora è affidata alle cure dell'Acquario di Livorno. È questa, in pillole, la storia a lieto fine alla quale ha assistito ieri mattina chi si trovava sulla spiaggia di Marina di Campo. Intorno alle 9,30 l'assistente scelto della di polizia municipale campese, Luciana Giovani, riceve la chiamata di un turista di Montaione che segnalava una tartaruga morta sulla spiaggia di Marina di Campo. «Sono andata subito sulla spiaggia - racconta la vigilessa campese Luciana - e la prima cosa che ho fatto è stata accertarmi se veramente la tartaruga fosse morta, e non lo sembrava perché essendo sul bagnasciuga quando l'onda tornava indietro le pinne posteriori si muovevano». La vigilessa si tira su i pantaloni della divisa e si mette al lavoro per salvare la tartaruga. Contatta la Capitaneria di porto e subito dopo la dottoressa Cecilia Mancusi di Arpat che la segue in tutte le operazioni che poi portano al recupero dell'animale.

«Intuendo che la tartaruga non fosse morta e avesse bisogno di aiuto - racconta ancora Luciana - sono andata sulla strada per cercare aiuto». E trova Andrea Gusti che l'aiuta nell'impresa insieme ad altri volontari. Tutti insieme la liberano dalla posidonia che la ricopriva da metà carapace fino a tutta la testa e dalle corde in cui si era impigliata e che aveva anche ingerito. «Una volta liberata dalla posidonia - ricorda - abbiamo recuperato una corda di almeno 40 centimetri sfilacciata alle estremità che aveva ingoiato». Funi e pezzi di reti che si trascinavano flaconi di plastica in cui la tartaruga era impigliata e che si erano attorcigliate alla pinna anteriore destra. «Una volta liberata - continua Luciana Giovani - sembrava che la tartaruga avesse intenzione di riprendere il mare, ma la dottoressa Mancusi ci ha consigliato di tenerla sotto controllo per qualche giorno, per verificare il suo stato di salute visto che non si sa da quanto tempo fosse sulla spiaggia». Nel frattempo, mentre si aspetta l'arrivo delle autorità competenti al telefono con la Mancusi, Luciana e i volontari seguono le indicazioni per tenere bagnata la Caretta caretta, un esemplare che misura 85 centimetri di lunghezza per 58 di larghezza e di circa 40 chili di peso.

«Sono molto contenta di averla salvata - ci dice l'agente della municipale Giovani - amo gli animali e mi inorgoglisce l'idea di aver salvato la vita alla tartaruga. Non mi sono fatta scrupoli di fare tutto quanto il mio istinto mi diceva in quel momento, pur non essendo esperta in materia. Abbiamo liberato la tartaruga e l'abbiamo bagnata per mantenerla umida. Sono andata di istinto, ma poi, una volta in contatto con la dottoressa Mancusi e con Yuri Tiberto dell'Acquario dell'Elba, ho seguito le loro indicazioni e insieme agli altri abbiamo fatto il necessario per salvarla». Dopo Andrea Gusti, altri volontari si sono uniti alla squadra di salvataggio della tartaruga tra cui l'agente di polizia municipale Gaia Giovannetti, e ancora Gianni Beneforti, il comandante del porto di Marina di Campo, Marcello Chironna, Yuri Tiberto e Massimo Rainoni, dipendente dell'Acquario dell'Elba. «È stato un lavoro di squadra incredibile - ha detto l'assessore Daniele Mai, intervenuto durante le operazioni di salvataggio della Caretta Caretta -. Ora la tartaruga rimarrà qualche giorno in osservazione all'Acquario di Livorno e speriamo possa riprendere rapidamente il mare. Grazie a tutti per aver dedicato il loro tempo al salvataggio di questa preziosa tartaruga».

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