Montecatini, delusione rossoblù: il sogno A2 si infrange in gara-5 contro l’Avellino
Fabo beffata, vincono gli ospiti che completano la rimonta e alzano la coppa
MONTECATINI. La delusione del sogno che sfuma si legge negli occhi lucidi dei giocatori in maglia Herons e di tutto il Palaterme, che nell’ultimo ballo prima dei lavori si veste da tutto esaurito con 2800 spettatori compresi 200 tifosi saliti dall’Irpinia e ricompensati con la gioia più grande. Il cielo dell’A2 tanto sognato quanto inaspettato a inizio stagione e poi sempre più voluto è rimasto lì a un soffio, alla stessa distanza del 2-0 come la coppa promozione a bordo campo. Alla fine ad alzarla è Avellino, che completa la stessa rimonta inflitta alla Pielle e conquista con merito la promozione in gara-5: 32 minuti su 40 in vantaggio e e più prontezza quando la palla scotta, resistendo alla rimonta dei termali sul 63 e 65 pari nel quarto quarto. Niente invasione di campo e niente corteo rossoblù nelle strade del centro. È una notte di lacrime per un intero popolo che ci ha sempre creduto e che alla sirena non rinuncia a coccolare con gli applausi i propri ragazzi per una stagione comunque straordinaria. Ma Avellino ha dimostrato di avere qualcosa in più e di aver preso le misure alla Fabo.
La partita
Fino a tenerla sotto i 70 punti in casa propria, condannandola alla prima e più bruciante sconfitta interna nei playoff. Non c’è da stupirsi se gli affamati lupi irpini partono fortissimo, trascinati dal solito trio mannaro Bortolin, Nikolic e Vasl. Le due triple a fila dello sloveno valgono il 7-14 e con lucidità e cinismo offensivo Avellino mantiene le sette lunghezze di margine. Fino a quando non si accendono Dell’Uomo e Sgobba, che con le loro scorribande scolpiscono il 10-0 del sorpasso sul 21-18, prima però di tornare sotto con la schiacciata di Bortolin. Montecatini comincia il secondo quarto peccando di frenesia e butta via palloni sulla pressione di Fresno, che converte nel +6. Solo lottando i termali ristabiliscono il punto a punto senza far scappare un’Avellino più precisa al tiro, mentre Vasl cade male sulla solita caviglia di gara-1 ed esce dolorante. Non basta nemmeno questo a far perdere pericolosità agli irpini, che con i canestri di un Nikolic in versione gara-4 nella ripresa si porta sul 47-53 annullando il vantaggio di casa con la solita calma olimpica.
Il finale
La Fabo prova a caricarsi per il gran finale con il tap in del -3 di Lorenzetti, ma pronti via c’è da fare col parziale avversario per il -8 (53-61). I 7 punti di fila di Radunic ripristinano la parità e infuocano il Palaterme: però poi Burini appoggia il +2 Del Fes, e dopo l'1/2 a cronometro fermo di Dell'Uomo Chinellato insacca il 66-69 a 30’’ dalla fine. Chiera fallisce il pareggio e sempre Chinellato in lunetta propizia i titoli di coda. Nonostante la beffa, per i sostenitori degli aironi non è difficile tornare a casa pensando che le emozioni vissute sono valse la pena di questa finale. E realizzare che l’amore rossoblù continua a chiedere di cantare con voce ancor più forte che prima o poi “succederà”.
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