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Riflettori sulla finale per l’A2: Herons pronti a spiccare il volo

di Lorenzo Carducci
L’esultanza di Matej Radunic (foto Nucci)
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L’esultanza di Matej Radunic (foto Nucci)

Primo confronto tra Fabo Montecatini e Avellino in un palazzetto da sold out. Coach Barsotti: sarà una serie lunga e lottatissima tra due squadre attrezzate

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MONTECATINI. C’è chi questo momento lo attendeva da una vita, chi ha investito fiducia nel progetto Herons vivendo emozioni che temeva non tornassero più. E anche chi si è appassionato per la prima volta. Ognuno con la propria storia e la propria fede, saranno in tanti oggi (obiettivo 2mila) alle 18 al Palaterme, pronti a spingere la Fabo, gioire e soffrire insieme a partire da questa gara-1 di finale. E poi anche martedì sera, per gara-2, tutto d’un fiato.

Direttamente dal batticuore di mercoledì per gara-5 a Ruvo di Puglia, cambiando il motto da “Io ci credo” a “Sarà perché ti amo” e con la maglietta bianca, dettaglio scenografico chiesto dalla società. Montecatini e Avellino, due nobili del basket ormai non più decadute, di fronte nella finale playoff con in palio la promozione in A2 e reduci da due cammini diversi ma correlati. Prima la vittoria rossoblù al Pala del Mauro a novembre che costò l’esonero di coach Crosariol, sostituito da Alessandro Crotti. Poi il colpaccio della Del Fes al Palaterme lo scorso 25 febbraio, una delle sole tre sconfitte interne degli aironi (tutte di un punto), nel mezzo della rinascita biancoverde impressa dallo stesso Crotti. Dal quart’ultimo posto nel girone A al quinto, con 11 vittorie nelle ultime 15 giornate. E poi i playoff, con le parallele rimonte ai danni di Ruvo e Pielle.

Qui Herons

In primis il bollettino infermeria. Se da una parte la schiena di Radunic è migliorata e la sua presenza non è in discussione, quella di Giorgio Sgobba, che non gioca da gara-3 contro Ruvo per una botta al ginocchio, è ancora in dubbio. Al rientro mancherebbe una settimana, ma non è escluso che “Giorgione” stringa i denti. In questi tre giorni coach Federico Barsotti e il suo staff si sono studiati il gioco degli avversari. «Avellino è una squadra capace di far giocar male gli altri – dice il tecnico rossoblù – togliendo punti di riferimento con la presenza di Bortolin in area (lungo argentino di 2 metri e 10 che mercoledì ha affossato la Pielle con 20 punti e 8 rimbalzi, nda). Loro amano controllare il ritmo e servire i lunghi. Ultimamente c'è stata l'esplosione di Verazzo (esterno talentuoso classe 2002, miglior marcatore dei suoi nei playoff con 13 punti di media, nda), che forma con Fresno una coppia di giovani talentuosi e incoscienti. Troviamo una squadra ordinata, che non spreca nulla e somiglia alla Libertas Livorno (finalista nell’altro tabellone contro Roseto), grande merito a coach Crotti. Sono in salute fisicamente e psicologicamente». «Sarà una serie lunga e lottatissima tra due squadre attrezzate – continua Barsotti - l’ultima cosa che dobbiamo fare è pensare che sia in discesa. Anche loro hanno giocatori che hanno già vinto campionati o giocato finali: Bortolin, Carenza, Chinellato, Burini, Nikolic. Poi non ci scordiamo che hanno già vinto in casa nostra. Noi invece abbiamo capito definitivamente con Ruvo che quando vogliamo correre diventiamo veramente forti e dobbiamo ripeterci. Stavolta l’impatto di Radunic sarà decisivo: contro queste stazze può essere un fattore, scardinando la difesa col tiro da fuori». Le motivazioni per Barsotti non sono neanche un tema. «Arrivati a questo punto non c’è da pensare, solo da giocare. Nell’aria sentiamo grande elettricità e un entusiasmo incredibile che ci spingerà. Siamo dove pensavamo di arrivare tra un po’ e daremo il massimo. Sono convinto che ce la faremo».

Qui Avellino

Oggi a Montecatini arriverà una cinquantina di tifosi avellinesi, a bordo del pullman messo a disposizione gratuitamente dal club. «Siamo soddisfatti per questa finale ma non abbiamo perso la fame – dichiara coach Crotti – quando si arriva qui non si guarda indietro ma avanti. Vorremmo coronare il buon lavoro fatto. Dovremo pareggiare la grande verve e fisicità dei nostri avversari, oltre che la forza mentale».

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