Il Tirreno

Montecatini

Gema e Fabo, complimenti reciproci dopo una gara ad alto tasso tecnico

di Lorenzo Carducci

	Lo striscione degli Old Lions della Gema in onore degli avversari
Lo striscione degli Old Lions della Gema in onore degli avversari

Ironia e sfottò, ma in un clima più disteso rispetto ai derby degli inizi

26 marzo 2024
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MONTECATINI. Ce li ricordiamo gli attimi di tensione delle prime stracittadine tra Herons e Gema, nel 2022 in serie C Gold? Quel nervosismo che pervadeva interi settori del Palaterme, con reciproci sguardi in cagnesco e toni accesi spesso oltre il confine dello sfottò? Ecco, assieme all’aspetto dei risultati, con le due realtà ritrovatesi per due stagioni consecutive nella categoria superiore tirandosi dietro un’intera città, la virtù del dualismo rossoblù si misura anche con la progressiva distensione del clima respirato attorno ai due club. Con questo passo a due nel basket nazionale anche la cornice ha fatto un salto di qualità, ora più “pulita” e corretta.
In tal senso il derby di domenica, anche se quasi tutti preferiscono chiamarla stracittadina perché «il vero derby è e rimarrà sempre quello con Pistoia, o per adesso quello con Livorno», è stato quello della consacrazione. Prima della palla a due, dalle balaustre della curva Ovest, quella della padrona di casa Gema, è comparso uno striscione con scritto “Onore a chi sul campo ha fatto vincere la città”, dedicato agli avversari Herons, freschi vincitori della Coppa Italia a Roma. Un gesto semplice e bellissimo, tutt’altro che scontato, che esprime la quintessenza dello sport.
«Dato che la stracittadina si presentava subito dopo la Coppa Italia, con l’occasione che giocavamo in casa noi della Gema, abbiamo deciso di fare questo tipo di omaggio – spiegano alcuni membri del gruppo di tifoseria organizzata Old Lions che ha festeggiato da poco i sette anni di attività e sempre presenti in curva Ovest – è un gesto che ci è venuto spontaneo fare, abbiamo anche amici in curva Est (quella della Fabo, ndr) e alla fine siamo tutti tifosi di Montecatini». Gli avversari hanno apprezzato, come dimostra il ringraziamento del vice presidente Herons Stefano Severi, ma anche gli applausi e i complimenti di tanti tifosi degli aironi.
Per carità, quando c’è stato da punzecchiare i protagonisti e i sostenitori dei "cugini" nessuna delle due parrocchie si è fatta pregare, ma pur sempre entro i limiti e con una sana dose di ironia. Insomma, lo spettacolo fuori dal campo è stato ampiamente all’altezza delle gesta dei giocatori, che hanno dato vita a un confronto di altissimo livello per fisicità e tasso tecnico, ma anche per l’equilibrio tra agonismo e fairplay. La gara ha avuto due volti. Gema è partita in grande spolvero, ma dopo il massimo vantaggio (19-10) e il 25-18 del 10’, è calata inesorabilmente per merito della Fabo, avanti 43-59 nei restanti tre quarti chiudendo la contesa 68-77 con l’autorevolezza di chi è tornato dalla Coppa più consapevole. La classifica delle due termali nel girone A non è cambiata: con la tripla allo scadere di Saccaggi, la Libertas Livorno ha battuto in casa Avellino restando seconda a pari punti (44) con Natali e compagni, ma con una gara in più da recuperare. Lo scontro diretto di sabato sera farà da spartiacque. Gema è sempre quarta a 32, in attesa del recupero proprio della LL con Sant’Antimo, mercoledì ospite al Palaterme degli aironi mentre la squadra di Del Re sarà a Cassino. Cinque gare alla fine, due finali di stagione tutti da scrivere, con ancora da scoprire se quello di domenica resterà per un po’ di tempo l’ultimo duello al Palaterme (oggetto di un’integrale ristrutturazione dall’estate) o se la cabala trasformerà in realtà la minima possibilità che le due compagini rossoblù si incrocino nei playoff. 
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