Il Tirreno

Montecatini

Arrigoni suona la carica. «Pronti per lo sprint finale»

di Lorenzo Carducci

	Marco Arrigoni al tiro
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Marco Arrigoni al tiro

Intervista all’ala pivot rossoblù in attesa della sfida con Avellino

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MONTECATINI.In maglia Fabo veste il numero 12, ma ad assicurarsi uno dal suo rendimento a metà della scorsa stagione la società termale ha fatto 13, che peraltro per la Montecatini del basket ha un significato particolare. Marco Arrigoni è un airone da 51 partite, l’ultima vinta in trasferta da ex contro Omegna, squadra di cui è stato capitano alzando due volte la Coppa Italia. Considerando anche quella vinta a Forlì nel 2015/16, anno in cui ha collezionato una delle sue tre promozioni in A2 oltre a quella con Rimini nel 2021/22 e Legnano nel 2013/14, emerge un palmarès che in serie B Nazionale possono vantare in pochi. In rossoblù la speranza è che con le final four di Coppa Italia in programma tra tre settimane a Roma e soprattutto da maggio con i playoff, il meglio debba ancora venire. Tuttavia, per il lungo milanese classe’91 (quasi 10 punti e 6 rimbalzi di media) Montecatini resterà a prescindere una piazza speciale: la prima conosciuta da sua figlia Irene, nata qualche ora dopo la vittoria interna del papà contro Caserta lo scorso 15 ottobre.
Arrigoni: sabato sera un successo autorevole per riscattare quel ko nel finale con Piombino, con la bomba di Piccone a farla disperare.
«Nell’ultima azione con Piombino c’è stato il classico fraintendimento, Piccone ha messo un gran canestro anche se quello è uno dei suoi tiri, abbiamo sbagliato noi a lasciarglielo. Comunque abbiamo capito i nostri errori e ci siamo presentati a Omegna con la voglia di far meglio e riscattarci: siamo contenti, a oggi ogni vittoria vale doppio. Dobbiamo soltanto evitare di subire break negativi prolungati durante le partite, con Piombino non l’abbiamo fatto e abbiamo imparato una lezione. Ma quest’attitudine ci porterà ottimi risultati».
Come procede l’integrazione di Radunic?
«Trovare un equilibrio nuovo è sempre difficile, noi lo stiamo facendo tutti assieme nel migliore dei modi e dobbiamo continuare così, costruire bene adesso significa mettere benzina per lo sprint finale. Matej è stato bravo fin da subito a calarsi nel ruolo, è un giocatore con grande talento ma è anche duttile. Con lui mi trovo bene come con gli altri compagni di reparto e non, perché siamo giocatori tutti diversi e complementari».
Adesso tre turni prima della Coppa, Avellino e Brianza in casa con in mezzo la trasferta a Desio. Appuntamenti da non fallire per restare nel trio di testa.
«Intanto pensiamo alla partita di domenica con Avellino, una squadra attrezzata che finora non ha trovato continuità ma ha un roster competitivo. Dovremo essere bravi a limitarli sotto canestro perché sono molto grossi, oltre ad avere qualità anche sugli esterni. C’è da essere pronti a un’altra gara dura, non è mai scontato vincere. Pielle e Libertas (prima e seconda a pari merito con la Fabo nel girone A ndr) vanno forte però anche loro devono faticare per portare a casa i due punti. Mi pare sia così anche nell’altro girone, con in testa due corazzate come Roseto e Ruvo, ma anche altre ottime squadre. Sarà bello incrociarsi ai playoff».
E poi le Final Four: istruzioni per l’uso di chi quella Coppa l’ha già vinta tre volte?
«Come dico sempre, è un torneo che in tanti snobbano ma quando si ritrovano lì cercano di vincere tutti. Noi andremo a Roma con entusiasmo per provare a portare a casa un trofeo che sarebbe un bellissimo riconoscimento al lavoro nostro e della società. Saremo lì con le squadre che probabilmente arriveranno in fondo – la semifinale vede i termali contrapposti a Roseto, nuova capolista del gruppo B – e questo ci consentirà di capire a che livello siamo».
Come procede questa prima stagione da papà di Irene?
«È bellissimo, io e Caterina l’abbiamo desiderata tanto e quand’è arrivata è stata una gioia incredibile. La nascita di nostra figlia mi dà una forza in più e ovviamente mi responsabilizza, ma non la vivo come pressione bensì come uno stimolo. Un po’ come quando giochi in una squadra per vincere (ride ndr). Per questo ma anche per altro, Montecatini rimarrà sempre nel mio cuore». 
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