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Basket serie B Nazionale

Sgobba carica gli Herons: «Competere per l’A2? Dobbiamo crederci tutti»

di Lorenzo Carducci
Sgobba carica gli Herons: «Competere per l’A2? Dobbiamo crederci tutti»

L’ala valdinievolina della Fabo si racconta: «Videogiochi e podcast di cronaca nera e giudiziaria le mie passioni»

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MONTECATINI. Di nuovo a casa, di nuovo a Montecatini, di nuovo con coach Barsotti in serie B, ma dieci anni dopo. Lo stesso talento e carattere estroverso, ma in più un bagaglio pieno di stagioni da protagonista in categoria con incursioni in A2 e un anno in serie A, a Brindisi nel 2016/17. L’ala classe ‘92 Giorgio Sgobba, 12 punti e 3 rimbalzi di media, è profeta in patria di una Fabo Herons che con 6 vittorie su 8 condivide con la PL Livorno il primato nel girone A. E ha una voglia matta di fare qualcosa di grande assieme ai compagni.

Giorgio, siete partiti davvero bene

«Sì, dopo gli acciacchi e un po' di nervosismo ci siamo compattati. Il fatto di essere dati tra i favoriti non dev’essere una pressione ma una motivazione in più. È vero che ancora non abbiamo trovato avversari ai primi posti in classifica, ma abbiamo battuto buone squadre. Purtroppo abbiamo sbagliato quelle due infrasettimanali a Salerno e a Piombino, quest’anno non puoi sottovalutare nessuno».

Superato il fastidio muscolare, stai salendo di rendimento

«L’anno scorso a Sant’Antimo giocavo 35’ e arrivavo in fondo stanco, quest’anno gioco meno e quando entro sono più fresco. Poi ci si può perfezionare anche a 31 anni, io ad esempio devo correggere alcune pause in difesa. Federico (coach Barsotti, nda) e tutto lo staff ci mettono nelle condizioni di esprimere il nostro potenziale. Poi sta a noi».

Di fronte avete un fine anno di fuoco, a partire dalla trasferta di domenica ad Avellino

«Espugnare quel campo può darci ancora più sicurezza. Loro sono una squadra forte (a -2 dagli aironi, nda): molto ordinata, che esegue, con uno straniero che viene dall’A2 come Vasl e un lungo importantissimo come Bortolin. Forse il loro quintetto è troppo più forte della panchina, mentre noi avendo rotazioni lunghe possiamo tenere più alta l’intensità. Dovremo sporcare la loro pulizia di gioco».

Parlare di competere per la vittoria del campionato è un tabù?

«Lo chiedi a uno che non ha mai vinto la serie B arrivando al massimo in semifinale playoff. Il salto di qualità è crederci tutti insieme, la mentalità è fondamentale. Avere giocatori esperti o che hanno vinto campionati come Natali, Arrigoni e Chiera ci può essere di grande aiuto».

In che cosa potete migliorare?

«Dobbiamo lavorare sulla continuità: migliorare l’approccio nei primi quarti e quando siamo sul +20 non adagiarci ma chiudere le partite».

Spesso dopo un canestro indichi in tribuna

«Sono dediche per Martina, la mia ragazza, se non lo faccio si arrabbia (ride, nda). Lei mi ha seguito ovunque in questi anni e oltre ai miei genitori è la mia prima tifosa. Si è appassionata tantissimo, mi manda messaggi d'incitamento anche mentre gioco».

Quali sono le tue passioni oltre al basket?

«Sono fissato con i videogiochi e seguo tantissimi podcast e docuserie di cronaca nera e giudiziaria. Infatti sono un fan del programma Un giorno in pretura. A livello di studi ho una laurea triennale in scienze motorie e in futuro mi piacerebbe rimanere in quel ramo». l

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