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Gli ultimi 40 minuti per il sogno Fabo
Con una vittoria domenica a Pavia si aprono le porte dei playoff per l’A2
MONTECATINI. È stata una domenica strana, l’ultima al Palaterme. Non tanto per la vittoria con Casale Monferrato, la più larga (+55) nella breve storia degli Herons, quanto per l’inatteso cambio di prospettiva offerto dalla sconfitta di Piombino in casa con Oleggio. La novità è che se fino alla scorsa settimana per mantenere vivo il sogno playoff i rossoblù dovevano sperare nei passi falsi altrui, ora hanno il destino nelle proprie mani.
Se vincessero domenica a Pavia sarebbero quarti e andrebbero a giocarsi la promozione in A2. Partendo da sfavoriti e dovendo incontrare al primo turno la leader del girone B (probabilmente Orzinuovi di Marco Calvani), ma intanto con la certezza di finire almeno in B d’eccellenza, quella che, arrivando quinti, dovrebbe essere conquistata con uno spareggio. C’è anche un’altra strada che manterrebbe la Fabo quarta, e cioè una sconfitta a Pavia con contemporanea caduta di Piombino sul campo di Gallarate. In caso di aggancio da parte di Legnano, appaiata a Piombino a quota 38, sarebbe davanti Montecatini per il vantaggio negli scontri diretti. In un arrivo a tre, invece, quindi con sconfitta termale e vittoria di entrambe le inseguitrici, sarebbe Legnano a fare i playoff, mentre la Fabo sarebbe quinta e Piombino sesta. È molto probabile che la Solbat, che non aveva mai perso contro una squadra nettamente indietro in classifica, reagisca dopo tre sconfitte di fila vincendo a Gallarate, e l’unica via certa è puntare sulla propria vittoria.
È una situazione che nessuno si aspettava, e che nasconde il rischio di un contraccolpo se questa possibilità dovesse sfumare in extremis. Coach Federico Barsotti a bordo campo alle prime comunicazioni che arrivavano sulla rimonta di Oleggio ha reagito pensando che qualcuno lo prendesse in giro, i giocatori hanno formato un capannello seguendo il finale e lo stesso ha fatto il pubblico, mentre noi giornalisti ci preparavamo a riscrivere gli articoli pronti ormai da una mezz’ora abbondante, visto l’andamento di una gara che è durata meno di un quarto, e che probabilmente è stata una delle più brevi di sempre, con un solo time-out chiesto da Cristelli e nessuno da Barsotti. Ora il futuro è tutto da scrivere nei prossimi 40 minuti di gioco: sulla lavagna del coach, sui computer dei cronisti, ma soprattutto in campo.
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