Il presidio
Giovanni Visconti racconta l’uomo che sta dietro al grande campione
Lamporecchio gli ha dedicato una serata
LAMPORECCHIO. Come si diventa un campione? Un campione di quelli bravi, di quelli veri, nello sport e nella vita. Un campione ad esempio come Giovanni Visconti, ciclista palermitano e lamporecchiano di adozione ritiratosi a marzo dopo 17 anni di professionismo. Di qualità ne servono tante: integrazione e appartenenza, spirito di competizione, motivazione, disciplina e costanza, collaborazione, risultati, autostima, rispetto, etica, emozione.
Sono i valori che hanno permesso a Visconti di diventare uno dei ciclisti italiani più importanti degli anni 2000 (nel palmarès tre campionati italiani in lineae tanto altro) e che hanno fatto da filo conduttore della serata dedicatagli martedìdall’amministrazione comunale di Lamporecchio, di cui è cittadino da qualche anno e dove ha messo su famiglia assieme alla moglie lamporecchiana doc Katy Redolini.
Una serata dedicata al ciclista ma anche appunto all’uomo, ripercorrendo le tappe di una vera e propria scalata vissuta in piedi sui pedali. L’arrivo in Toscana nel’99, come allievo nella Milleluci di Casalguidi. L’approdo, l’anno dopo, alla squadra juniores Giusti per l’edilizia di Pistoia, guidata da quel Riccardo Magrini che poi ne avrebbe commentato le gesta in tv più e più volte.
E poi l’ascesa, i successi tra i dilettanti fino al professionismo. Alla squadra belga Quick-Step del capitano Paolo Bettini diviene Campione Italiano nel 2007, poi torna a San Baronto nel 2009, con lo sponsor Isd prima e Farnese Vini poi, e prosegue in rampa di lancio. Altri due tricolori nel 2010 e nel 2011 e anche il titolo Uci Europe, premio dato al corridore più costante nel continente durante tutta la stagione. Da lì i l passaggio alla Movistar, la vittoria di due tappe del Giro d’Italia, alcuni anni meno rampanti e poi il ritorno a casa con la Neri Sottoli. Si prende il Giro di Toscana nel 2019 e poi con la Vini Zabù sfiora la vittoria di tappa sul suo Etna nel Giro d’Italia del 2020 (in cui ha indossato la maglia azzurra di miglior scalatore). Le ultime gare le fa con la Bardiani.
«Ho vinto ciò che il mio fisico e la mia testa mi hanno permesso di vincere e se mi guardo indietro posso avere solo qualche rammarico, nessun rimorso» aveva scritto in un post struggente Visconti comunicando la sua decisione di ritirarsi. Nessun rimorso, tanti amici, aneddoti e storie. Come quelle raccontate sul palco assieme agli ospiti e ai vip delle due ruote alternatisi sul palco di piazza IV novembre, con la conduzione di Daniel Guidi. Ci sono le sue squadre locali, c’è la Federazione, c’è Saverio Carmagnini del Giglio d’oro, l’ex ciclista Andrea Tafi, il presidente della Mastromarco Carlo Franceschi.
«Una bella serata con un formato davvero carino – commenta il sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani – in onore ad un corridore di grandissimo spessore come Giovanni Visconti, da anni ormai un lamporecchiano a tutti gli effetti. Tenevamo molto a ringraziarlo per il legame con il nostro comune, in cui ha messo su famiglia e affondato le radici. Siamo felici della partecipazione della gente e naturalmente che Giovanni stesso sia stato contento dell’evento».
«Giovanni Visconti è un campione di ciclismo a livello nazionale ma anche un’eccellenza del nostro territorio – apre l’assessore allo sport del Comune di Lamporecchio Alessandro Bocchicchio – Da quando ha annunciato il ritiro a marzo volevamo organizzargli un tributo sia come amministrazione ma anche come comunità. Tra il Covid e il clima abbiamo aspettato l’estate, anche per fare un evento di piazza più adatto alla genuinità di Giovanni, che è cittadino di Lamporecchio ormai da diversi anni». «Più che il classico omaggio alla carriera abbiamo preferito raccontare l’uomo dietro il campione – va avanti Bocchicchio – attraverso i valori umani necessari per diventarlo e da lui incarnati. Il format del salottino con gli ospiti è stato un po’ un esperimento riuscito benissimo. A luglio temevamo poca partecipazione da parte degli addetti ai lavori del ciclismo, visto che è periodo di corse. Invece direi che la serata è andata bene, grazie anche alla conduzione di Daniel Guidi è stata una serata coinvolgente e trascinante». Comune che ha tenuto a premiare Visconti con un riconoscimento, davanti al pubblico. Perché campioni non si diventa per caso.
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