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La Missardi baby supera l’esame ma ora serve maggiore continuità

La Missardi baby supera l’esame ma ora serve maggiore continuità

MONTECATINI. Certamente non è stata una partita spettacolare, senza dubbio il pubblico non si è divertito come nelle serate migliori (con Cecina per esempio) ma a guardarla bene la vittoria della...

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MONTECATINI. Certamente non è stata una partita spettacolare, senza dubbio il pubblico non si è divertito come nelle serate migliori (con Cecina per esempio) ma a guardarla bene la vittoria della Missardi con la Supernova Montegranaro offre diversi spunti positivi, oltre a quello, ovvio, di permetterle un passo avanti in classifica dopo tre turni di immobilità.

Va detto subito che non è stata una gara facile, fin dal salto a due, perché se agli ospiti mancava un giocatore di esperienza come l’ex rossoblù Paolo Berdini (influenzato), la rinuncia a Roberto Casoli ha seriamente messo nei guai Federico Barsotti, mettendo in luce una caratteristica strutturale del gruppo, che non ha pivot veri oltre al titolare. Questo è un handicap che si può mascherare bene con tanti avversari, e in certi casi può trasformarsi in un vantaggio, ma che diventa più grave quando di fronte c’è una formazione che schiera un 5 puro, di peso e di sostanza, come Claudio Nobile. Il coach ha dovuto inventarsi un piano di gioco alternativo, e l’ha fatto portando in campo almeno tre novità.

Largo ai giovani. Era inevitabile: per ottenere una rotazione decente è stato concesso spazio a Listwon e Nwokoye, ed è stato recuperato, forzando un po’ il minutaggio, Pagni. Tutto sommato è arrivato un contributo positivo. Nessuno dei tre è esploso, anche se Pagni con 9 punti, 5 falli subiti e 5 rimbalzi si è fatto notare, ma tutti e tre hanno dato una mano a Giarelli, peraltro tartassato dall’ennesimo arbitraggio di scarsa qualità.

Quintetti mini. Nonostante il coraggio del tecnico nel dare fiducia alle seconde linee, spesso si sono visti in campo quintetti con quattro piccoli, con grande disponibilità da parte dei giocatori a sacrificarsi in un ruolo sovradimensionato rispetto alla loro stazza. Una parte delle palle recuperate può derivare anche da questo assetto.

Tattica. L’assenza del giocatore più pesante e imponente ha suggerito a Barsotti una scelta difensiva confermata per tutta la partita (salvo i momenti di schieramento a zona): quella di chiedere ai difensori di cambiare sistematicamente sui “pick and roll”. Da un lato questa scelta, mettendo spesso di fronte giocatori di misura diversa, è costata qualche fallo in più, dall’altro ha disinnescato (almeno parzialmente) una delle armi della formazione ospite.

Bene e male. Al di là di questa lettura tattica, la Missardi ha mostrato una solida attitudine difensiva, riportando in attivo il bilancio tra palle recuperate (27) e perse (16). In attacco invece i margini di progresso sono ancora ampi, soprattutto se si guarda al brutto 43% registrato al tiro da 2. Ma anche qui la mancanza di gioco interno può aver influito in modo importante.

Lorenzo Mei

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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