IL PROGETTO
Pieve vuole avvicinare i giovani alle bocce
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La giovane stella Giacomo Cecchi, di appena 10 anni 2 MINUTI DI LETTURA
PIEVE A NIEVOLE. Praticare uno sport significa passione, impegno e una buona dose di sacrificio. Questo vale sia per gli sport che vanno per la maggiore come il calcio, sia per i cosiddetti sport minori fra i quali le bocce. È altrettanto vero che i giovani scelgono di fare sport che in prospettiva possano dar loro soddisfazioni economiche escludendo a priori le discipline più "povere". La condizione attuale di questo sport, a livello giovanile, non è priva di difficoltà. Oltrettutto, resiste la convinzione che questo sport sia adatto a persone di una certa età e non possa recare soddisfazioni anche di livello economico a chi lo svolge. La Bocciofila Pieve a Nievole si è tuttavia mossa negli ultimi tempi per invertire questa tendenza un po' penalizzante per le bocce. È stato messo in cantiere un progetto articolato per favorire la crescita del settore giovanile. Sono infatti pochissimi i ragazzi che si avvicinano a questa disciplina spontaneamente o spinti dalla curiosità dopo essere entrati in un bocciodromo o dopo aver letto qualcosa sulle bocce. Adesso si tratta di mettere in pratica quello che è stato prodotto sulla carta. Un concetto deve essere ben chiaro: se dal vivaio rimane solo un giocatore non è una sconfitta, ma un successo. Per essere credibili ci vuole tempo e tanta pazienza. «Il mio compito - dichiara Stefanelli, presidente della società pievarina - è certamente tra i più difficili: quello di tentare di far formare i giovani perché diventino degli ottimi giocatori di bocce, ma anche degli ottimi cittadini per un futuro migliore della nostra società».
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