Il Tirreno

Montecatini

L’allenatore dei rossoblù si lamenta però anche della direzione arbitrale, definita «scandalosa»

Lo Sporting fa un passo indietro a Prato Coach Angelucci: «È stata una serataccia»

Federico Guidi
Una conclusione di Gabriele Niccolai, anche lui sottotono nel match di Prato
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Una conclusione di Gabriele Niccolai, anche lui sottotono nel match di Prato

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 PRATO. Sconfitta, anzi asfaltata. Montecatini torna dalla trasferta di Prato a testa bassa, con il morale sotto i tacchi e con un ko pesante rimediato contro l'ultima della classe. Il punteggio di 82-69 non deve ingannare, Montecatini è stata per gran parte dell'incontro sotto di venti punti, un parziale pesantissimo contro una squadra che, in precedenza, in campionato aveva fatto poco o niente.  Nel dopopartita coach Massimo Angelucci non cerca alibi e ammette la serataccia della sua squadra: «Siamo incappati in una giornatuccia, abbiamo trovato un avversario con il coltello tra i denti e un arbitraggio scandaloso». Proprio sulla direzione di gara si sofferma la riflessione dell'allenatore dello Sporting, furibondo per l'atteggiamento della coppia in grigio. «Sono molto preoccupato, in trasferta ultimamente incontriamo situazioni che non mi piacciono e in quest'ultima partita abbiamo toccato il fondo dal punto di vista arbitrale. Ci sono stati fischi inesistenti - aggiunge Massimo Angelucci - non voglio andare oltre perché penserei troppo male e a cose strane, quello che ho visto è stata una roba tristissima, un arbitraggio mai visto e che spero di non vedere mai più».  Responsabilità deii grigi, dunque, ma anche dello Sporting, che ha fatto davvero poco per mettere in difficoltà l'avversario, peraltro modesto. «Noi sicuramente ci abbiamo messo tanto del nostro per perdere questa gara, abbiamo fatto una partita molto al di sotto delle nostre potenzialità. La squadra ha commesso molti errori sia in difesa che in attacco e non siamo stati soddisfacenti nemmeno sotto il profilo dell'agonismo - spiega ancora Angelucci analizzando la deludente prestazione dei suoi a Prato - i nostri avversari avevamo più fame di noi e questo fattore lo abbiamo pagato caro».  Non una, ma tante ragioni per spiegare una sconfitta che comunque è sicuramente inaspettata anche considerando l'evoluzione e la crescita della squadra nell'ultimo periodo. «Non abbiamo sottovalutato gli avversari, non è nel nostro dna e nel nostro gruppo ci sono tutti ragazzi umili. Siamo stati fragili, questa era la terza partita della settimana e ci sono mancate le energie nervose spese nelle gare contro Empoli e contro Sassari. Le cose per noi non si sono messe bene sin da subito, abbiamo accusato il colpo e nel proseguo del match ci è mancata la forza per rialzare la testa». Adesso c'è una settimana intera per assimilare e digerire una sconfitta amarissima ma anche sette giorni per riorganizzarsi e rimettersi in carreggiata in vista dell'ultimo match del 2011. «Stringiamoci e ricompattiamoci. Dobbiamo recuperare determinazione e convinzione, ci aspetta la sfida con Firenze, adesso più che mai per noi diventa importante tenere il passo in casa».

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