Il Tirreno

Montecatini

Ratto delusa per l'esito del mondiale

Elena Guerri
La giovane promessa del ciclismo femminile Rossella Ratto
◗
La giovane promessa del ciclismo femminile Rossella Ratto

La promettente junior pronta al salto nei professionisti: «Finale di gara da dimenticare»

2 MINUTI DI LETTURA





 MONTECATINI. Delusione tra le donne junior della nazionale italiana di ciclismo. Il mondiale di Copenaghen si è rivelato alquanto avaro nei confronti delle nostre giovani atlete, partite alla volta della Danimarca con ben altre speranze e ambizioni.  La cronometro di apertura di venerdì scorso ha visto accusare un ritardo di oltre trenta secondi alla bergamasca Rossella Ratto, grande speranza della squadra azzurra. Il velocissimo circuito iridato è stato altrettanto inclemente. A un chilometro e 300 metri dall'arrivo la speranza di conquistare la maglia si è volatilizzata a causa del sopraggiungere del gruppo, che ha divorato inesorabilmente la fuggitiva azzurra Ratto e la tedesca Mieke Kroeger.  Ripercorriamo quei momenti attraverso il racconto dell'atleta adottata dal Gs Giusfredi Verinlegno di Massa e Cozzile. «Al penultimo giro dalla conclusione dei 70 chilometri di gara, ero riuscita ad evadere dal resto della carovana. Dopo sette chilometri di fuga in solitaria, però, è rientrata su di me la tedesca, che nella prima parte ha collaborato e poi pian piano ha ridotto l'intensità della sua azione. Dai 40" di vantaggio che avevamo, ai meno cinque chilometri siamo passate ai 26" prima e 17" ai due chilometri dall'arrivo. Il finale è stato di una confusione unica. La mia avversaria ha iniziato a studiarmi e ha cessato di tirare».  «Abbiamo perso un sacco - prosegue Rossella - A un chilometro e 300 metri la lavagnetta segnava 17" secondi di vantaggio, ma era un errore. Quando mi sono girata il gruppo era solamente ai 50m circa. Mi sono sorpresa. All'ultima curva il ct Dino Salvoldi mi ha dato gli ultimi ordini sul da farsi. Io li ho seguiti. Riflettendo su quegli attimi, credo che non avrei dovuto attendere, bensì provare il tutto per tutto. Le energie non mi mancavano. Quando sono stata raggiunta ai 400 metri ho rilanciato l'azione e mi sono inserita nella quinta posizione, ma sono rimasta chiusa dalle velociste. Sono stata costretta a frenare, le prime a quel punto se ne erano andate. Ringrazio le mie compagne per avermi sostenuta. Hanno corso benissimo».  Durante la prossima stagione la promessa delle due ruote compirà il grande salto nel mondo delle professioniste. La Giusfredi darà vita ad una squadra elite Uci per permettere alla propria "pupilla" di continuare a correre con i colori rossoverdi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera