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LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI

Mc Nealy: «Che bello rivedere i tifosi» Grattoni: «Non potevo non esserci»

<b>IN GRAN FORMA.</b> Per Mc Nealy gli anni sembrano non passare
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IN GRAN FORMA. Per Mc Nealy gli anni sembrano non passare

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 MONTECATINI. Chris Mc Nealy non si vedeva al Palaterme dagli anni Novanta, anche se spesso viene a trovare gli amici a Montecatini, lasciato il bed and breakfast "Il bosco dei cervi" che gestisce con la moglie sull'appennino tra Firenze e Bologna.  «Voglio ringraziare i tifosi rossoblù - dice, finalmente in italiano - per quello che mi hanno dato negli anni in cui ho giocato qui. È stato bellissimo esserci, mi spiace per aver sbagliato la schiacciata, ma ho 50 anni e non toccavo un pallone da otto. Il prossimo anno ce la farò». Claudio Crippa avverte: «La rivincita si gioca a Pistoia e noi avremo gli americani». Lo storico play biancazzurro riesce ancora a fare passaggi meravigliosi: «La testa funziona, sono le gambe che a volte non collaborano», scherza. Anche Mario Boni, assalito dai fans che gli chiedono l'autografo, promette: «Io sono sempre pronto». Con Sky in procinto di abbandonare il campionato italiano di basket, per Mitraglia si profila un nuovo ruolo: «Al momento mi hanno spostato nella redazione Sport News, ma intanto sia chiaro: non ho intenzione di smettere col basket, almeno fino a cinquant'anni».  Giovanni Grattoni è arrivato dalla sua Cormons, sobbarcandosi parecchie ore di guida: «Non potevo non esserci, era un'occasione imperdibile, al di là della partita, per salutare tanti vecchi amici e gli straordinari tifosi di Montecatini». Alessandro Piperno fa i complimenti: «Non ci aspettavamo uno scenario di pubblico di questo tipo, è stato fantastico. Vorrei mandare un pensiero alle persone che non ci sono più come il mio babbo Alfredo (ricordato prima del salto a due insieme a Raoul Bellandi, Giovanni Papini, Eugenio Cappabianca e Roberto Ferretti, ndr), che ha fatto pallacanestro prima da montecatinese doc, e poi a Pistoia, dove si era trasferito con l'attività professionale». Anche Claudio Capone si lascia andare ai ricordi: «Io non ho ancora smesso, gioco in C2 e faccio le partite dei campionati over 40 e con la nazionale over 45, ma occasioni come stasera sono importanti perché ti fanno capire che hai lasciato qualcosa di buono nei posti dove hai giocato». L.M.

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