Il Tirreno

Montecatini

  Un bel derby e una festa dello sport

Lorenzo Mei
Una veduta degli spalti gremiti del Palapertini e un’azione di Biagioni, autentico trascinatore della Tecnoseal
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Una veduta degli spalti gremiti del Palapertini e un’azione di Biagioni, autentico trascinatore della Tecnoseal

  Tanto tifo e nessuna tensione sugli spalti, solo l'arbitraggio è da bocciare

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 MONSUMMANO. Un palazzetto pieno, una tribuna quasi equamente divisa, almeno nel tifo, tra biancoblù e rossoblù, e una bella organizzazione della società ospitante, che ha fatto funzionare tutto bene. Gli aspetti più apprezzabili, al di là dell'importante vittoria della Tecnoseal Fabiani, sono stati questi. Cori alternati per una squadra e per l'altra, attenzione rivolta ai propri beniamini e quasi per niente agli avversari, e alla fine, pur nella completa diversità degli umori, delusione e rabbia per gli ospiti e gioia per i monsummanesi, nessuno ha perso il controllo.  C'è stato forse più nervosismo in campo, ma si parla di piccoli screzi accettabili quando l'adrenalina è al massimo. Peccato per la partita, deturpata da due direttori di gara che avrebbero bisogno di farsi le ossa nelle gare giovanili per evitare di devastare campionati nazionali. Sessantuno falli fischiati, una media di uno e mezzo al minuto, abbastanza per triturare qualsiasi forma di gioco e di spettacolo. Il che non cancella affatto i meriti della Tecnoseal Fabiani che, probabilmente anche perché conosce già la serie C, si è adattata meglio e ha saputo sfruttare le proprie qualità per vincere, senza rubare nulla a nessuno.  Lo Sporting Club invece, decimato dai fischi, non ha saputo correggersi nel tentativo di conservare almeno un lungo sul parquet. A tal proposito, è discutibile la scelta di portare in panchina Cei, non utilizzabile nemmeno in caso di estrema necessità. Biagini avrebbe almeno permesso di schierare quintetti meno improbabili. Se la partita, comunque, doveva dare risposte alla due squadre, è stata utile. Monsummano ha capito che lo Sporting non è di un altro pianeta come qualche volta è stato dipinto da parte biancoblù, e che Biagioni e compagni al Palapertini possono fare la voce grossa con chiunque. I rossoblù ora sanno che le trasferte sui campi più ostici presentano insidie legate all'inesperienza, all'incognita degli arbitraggi e forse a un attacco fin qui un po' troppo legato ai lunghi e alla possibilità di correre in contropiede. La crescita dei giovani e un Tommei più dentro al gioco potranno fare dello Sporting una leader del girone. A patto restare umili e capire meglio la C1.

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