Il presidio
Gli azzurri non sbagliano un colpo
Roberto Grazzini
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Il capitano degli azzurri Gabriele Rummolo, ancora tra i migliori Mister Pagliuca e il patron Paganelli: «Il nostro è un grande gruppo»
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VEROLANUOVA. E tre! Non sbaglia un colpo questo Borgo a Buggiano, corsaro in terra bresciana e soprattutto, sempre più primo della classe nel girone D della serie D. Sul campo della Nuova Verolese arriva la terza vittoria (1-0) sul altrettante gare, nelle quali gli azzurri di Guido Pagliuca sono riusciti pure nell'impresa di non subire neanche un gol. Un Borgo fresco e pimpante, per niente appesantito dalle fatiche infrasettimanali di Coppa Italia (con tanto di qualificazione ai sedicesimi di finale), che corre, suda, lotta e costruisce gioco, restando sempre lucido e compatto. «Questo è davvero un grande gruppo», sottolinea mister Pagliuca, galvanizzato da un avvio di stagione davvero esaltante. «La partita contro la Nuova Verolese, poteva nascondere pericolose insidie, a cominiciare dalla delicata situazione in classifica degli avversari. Invece i miei ragazzi sono stati bravissimi a prendere subito in pugno le redini del match non dando tempo ai bresciani di fare la partita. Abbiamo meritato il vantaggio, legittimandolo con almeno un paio di altre grosse opportunità. Nella ripresa poi l'arbitro ci ha negato un rigore sacrosanto per fallo su Pulina. Senza contare che dietro abbiamo rischiato poco o niente». A Veroli si è visto tantissimo turnover rispetto alla gara di mercoledì a Rosignano e qualche inserimento a sorpresa, come il debutto dal primo minuto in campionato di Santini, il recupero in extremis di Lorenzini e la conferma tra i pali di Strambi. Sul discorso del portiere il trainer cecinese dà la sua motivazione. «Sia Bacciosi che Strambi - spiega Pagliuca - sono due validi numeri uno. Strambi mi era piaciuto in coppa e ho voluto dargli nuovamente fiducia. Nessuna bocciatura e nessuna promozione. Del resto è un Borgo umile e operaio, formato da ragazzi che sanno quanta fatica costa guadagnarsi la pagnotta». «Io non guardo la vetta - chiude il tecnico - ma penso piuttosto che adessa mancano 34 punti alla salvezza matematica. È la prima cosa che ho detto alla squadra, a partita finita». Una teoria sposata in pieno dal patron Mauro Paganelli, presente in tribuna. «Ovviamente siamo contenti di quello che squadra e staff tecnico stanno facendo - ammette - Eravamo convinti di aver allestito un organico competitivo e il campo al momento dà ragione alle nostre scelte. Tuttavia l'obiettivo resta quello di una salvezza da conquistare il più velocemente possibile. Giocando con la mentalità che ho visto sinora non dovrebbe essere troppo difficile».
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