Il Tirreno

Montecatini

LA LETTERA

Fuori luogo le accuse di Scinto a Visconti

Fausto Malucchi   Fans Club Vincenzo Nibali

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 Ho letto con interesse le indiscrezioni riportate in anteprima sul Tirreno in questi giorni ed aventi a oggetto il probabile passaggio di Giovanni Visconti dalla società Isd alla Liquigas del bi-conterraneo Vincenzo Nibali. Penso che la notizia sia assolutamente fondata e sia anche la cosa più ovvia e auspicabile per il campione d'Italia. Proprio per questo motivo ritengo che l'intervista con cui Scinto ha reso pubblico il suo pensiero con riferimento al rapporto intercorso ed in essere con Giovanni Visconti, costituisca un fatto certamente non positivo.  Tutti sanno che le fortune sportive di Visconti come ciclista e di Scinto come direttore sportivo hanno coinciso e che l'uno è risultato spesso complementare all'altro. Visconti è stato uno dei giovani più promettenti e più vincenti del ciclismo dilettantistico sfruttando sì la propria classe e le proprie doti, ma anche accedendo agli insegnamenti, all'esperienza, ai buoni consigli che Scinto ebbe ad offrirgli. Scinto ha raggiunto risultati di assoluta eccellenza come tecnico di una delle squadre dilettantistiche più accreditate, nella quale il ruolo di Visconti risultava assolutamente determinante. Visconti credo che non abbia mai dimenticato questo recente passato e anzi proprio per tale motivo, pur essendo successivamente approdato al grande ciclismo, pur facendo parte di una delle squadre professionistiche più importanti al mondo, pur avendo già vinto corse importanti ed avendo già indossato la maglia tricolore e per otto giorni addirittura quella rosa, accettò la scommessa proposta da Scinto e dal Pro-Tour scese nella interessante ma ben più modesta squadra allestita da quest'ultimo. Non fece calcoli, seguì soltanto il cuore e le promesse.  Due anni senza il Giro d'Italia o il Tour de France per una delle speranze più accreditate del panorama ciclistico non sono pochi. Due anni senza le classiche sono un'ingiustizia. Visconti ha il diritto di confrontarsi ogni giorno con i migliori e Scinto ha il dovere di rispettare quella che nel suo animo sicuramente reputa come una irrinunciabile scelta per un atleta, per di più se amico. Che cosa c'entra allora il "tradimento"? Perché attribuire a Visconti la colpa di ipotetiche, future, presunte difficoltà in cui sarebbero ristretti i 38 dipendenti della squadra? Ci sono momenti in cui le strade si dividono e quello, per chi fino allora ha condiviso la strada, è sempre il momento del dolore. Poi si riparte, talvolta anche da avversari, ma con rispetto e senza gettare nel fango la memoria. Per tutto questo non condivido le parole di Scinto, le reputo ingiuste e ingiustificate e apprezzo invece il signorile silenzio di Visconti.  Per quanto riguarda invece la possibile destinazione Liquigas di Giovanni devo premettere un fatto che ritengo comunque notorio. Sono socio del Fans Club Vincenzo Nibali, sono un suo amico, sono a lui legato anche dal punto di vista professionale ma, quando mi tolgo la cravatta e getto via la giacca, mi mostro nella mia più genuina essenza: sono un ultrà, il suo più sfegatato ultrà. Sulla mia natura di ultrà sono innumerevoli gli episodi che lo comprovano e comunque potrete chiedere conferma a quelli che hanno attaccato Vincenzo approfittando della sua caduta a Montalcino, cambiando con ciò le sorti di quel Giro. Ebbene nonostante questa mia indubitabile natura penso che la cosa migliore per Giovanni sia proprio quella da voi data quasi per certa. Visconti deve essere nell'elite del ciclismo mondiale, deve confrontarsi costantemente con i migliori: aveva il diritto, ed a ventisette anni ha anche il dovere, di farlo. Certo non possono essere i suoi tifosi a volerlo contenuto e rimpicciolito in qualche bella gara, magari affrontata dai big come preparazione. Ed il suo Fans Club e quello di Nibali continueranno a fare il tifo per i rispettivi beniamini, sia che gareggino con la stessa maglia oppure che corrano per le squadre dei poli opposti del mondo. Ai loro tavoli non mancheranno mai né il pepe né la sportività.  Quanto a me eccomi ad applaudire quello che rimarrà comunque "il rivale" Visconti, anche se dovesse far parte della squadra di Vincenzo, per nuove e ancor più importanti vittorie. Continuerò però ad essere l'ultrà di Nibali, pronto a sfilare in corteo per le strade del paese, con il clacson a tutta e con la bandiera sventolante dal tettino, anche solo con mia figlia, come abbiamo fatto dopo l'impresa del Monte Grappa all'ultimo Giro d'Italia.

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