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Amarcord Brescia:ritorna la sfida che valse la A1

Matteo Baccellini

Ventuno maggio 1989, un giorno scolpito nella memoria degli amanti del basket di Montecatini. Decima giornata dei playout: è il gruppo giallo (l'altro è il verde) che racchiude quattro squadre di A2 e due di A1. Una formula vantaggiosa che decreta due promozioni al termine di ogni gironcino.
Con la Neutroroberts Firenze già sicura dell'A1, alla Sharp Montecatini di Massimo Masini manca una vittoria per festeggiare un traguardo storico

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MONTECATINI. Ventuno maggio 1989, un giorno scolpito nella memoria degli amanti del basket di Montecatini. Decima giornata dei playout: è il gruppo giallo (l'altro è il verde) che racchiude quattro squadre di A2 e due di A1. Una formula vantaggiosa che decreta due promozioni al termine di ogni gironcino.

Con la Neutroroberts Firenze già sicura dell'A1, alla Sharp Montecatini di Massimo Masini manca una vittoria per festeggiare un traguardo storico. Quel giorno al Palatagliate di Lucca, che ospita i rossoblù dal 1987 (e lo farà fino al marzo 1991) non entra neanche uno spillo: quaranta minuti separano Montecatini dalla serie A1, la città abbraccia i suoi gladiatori sul parquet. Per ottenere la promozione bisogna battere la Filodoro Brescia. Già, la squadra bresciana.
Cosa c'entra questo amarcord, a 20 anni e passa di distanza? Forse poco. In fondo la sfida Montecatini-Brescia di dopodomani ha tutto un altro sapore. Quello era il Montecatini Sporting Club fondato da Raoul Bellandi nel 1946, mentre adesso c'è la Rb Montecatini di Simone Galligani e Lazzaro Magrini.

L'altro era il Basket Brescia. Team e società gloriosi, che hanno vissuto tra A1 e A2 ininterrottamente dal 1976 al 1992: poi la retrocessione in B1, addirittura in B2, i debiti che diventano troppi, la sparizione dal basket nazionale nel 1996. Durata per 13 lunghissimi anni. Timidi tentativi di imitarlo in zona, con Lumezzane e Iseo, ma dall'estate scorsa la cessione dei diritti da parte della Juvi Cremona del presidente Matteo Sonetti (dopo essersi visto respinto il passaggio del titolo a Ruvo di Puglia), ha decretato la rinascita della neonata Brescia Leonessa. Bentornata, anche se col nuovo nome.

In quel maggio 1989, dicevamo, la Sharp aveva vinto sei partite su nove nel girone della seconda fase: tre giorni prima a Firenze compiendo una impresa al Palagiglio. Una settimana prima con l'Annabella Pavia (grazie a tre triple di Howard e a una di Briga) completando una rimonta clamorosa (-12 a tre minuti dalla fine) scrivendo una pagina indelebile della pallacanestro rossoblù. Con Brescia, quel 21 maggio, andò come doveva andare: al 40' il tabellone era sul 108-96. Tripudio a Lucca, in campo, negli spogliatoi poi in autostrada e in città al ritorno di giocatori e tifosi. Montecatini raggiunse la A1 con i gemelli Boni e Niccolai che quel giorno segnarono 33 e 30 punti. La seconda storica promozione nel giro di due anni: la prima era del 1987 e portò i rossoblù in A2.

Da quel giorno e per diversi mesi Boni e Niccolai si ritrovarono effigiati anche su una maglietta celebrativa dello storico 21 maggio. I gemelli del canestro nell'olimpo dei grandi. Pazienza, allora, se domenica la partita amarcord si giocherà in A Dilettanti e per obiettivi meno ambiziosi di quegli anni Ottanta: quasi 21 anni dopo, ricordarsi di quel Montecatini-Brescia, fa bene al cuore.

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