Montecatini, si valuta la stretta anti-kebab. Il sindaco: «Stop al mangificio»
È possibile decidere sulle nuove aperture nei fondi sfitti nel perimetro dell’area Unesco
Montecatini A proposito di commercio in crisi e di una chiusura annunciata che ha fatto scalpore - quella attesa alla fine dell’anno del noto negozio di calzature Bartolini all’ingresso del centro lato corso Matteotti, come scritto dal nostro giornale - il sindaco Claudio Del Rosso ha annunciato: «È allo studio di questa maggioranza una norma che vieti l’apertura di nuove attività di vendita di cibo nell’area Unesco del centro cittadino, per evitare che nei fondi sfitti vengano aperti esercizi con tipi di ristorazione di ogni genere, come già previsto in altre città (ha fatto l’esempio di Siena, ndr)». «Stiamo valutando attentamente questo tipo di provvedimento – ha aggiunto – la paura è che la città diventi un “mangificio” con pizzerie al taglio, kebab e altro. Dall’altro lato però c’è anche la paura che nessuno riapra i fondi rimasti sfitti».
Dell’argomento se ne è discusso in consiglio comunale, su sollecitazione del consigliere di minoranza e commerciante Andrea Bonvicini, che ha proposto di ricorrere alle leggi regionali in vigore per aiutare i negozianti stretti nella morsa degli acquisti online e dei centri commerciali, che hanno falcidiato le vendite negli esercizi di vicinato e provocato la desertificazione nel cuore delle città, non solo a Montecatini.
«Siamo tutti pronti a prendere in considerazione ciò che possa portare aiuti e agevolazioni, ne possiamo parlare nella commissione Attività Produttive – ha detto il sindaco – ma voglio ribadire che se noi possiamo andare a incidere in determinate situazioni nel settore del commercio, vietando per esempio alcune aperture, lo possiamo fare soltanto grazie al riconoscimento Unesco, che ci consente di avere delle deroghe all’interno del perimetro patrimonio dell’umanità».
Dal commercio, alla situazione generale di Montecatini. Del Rosso ha poi evidenziato: «Stiamo cercando di riportare Montecatini sui livelli che merita, sottolineo che hanno rilevato 14 alberghi negli ultimi tempi per rilanciarli, al costo di 2mila euro al metro quadrato per la ristrutturazione di un hotel, vediamo tutti che i cantieri sono in corso. Inoltre gli agenti immobiliari mi dicono che i prezzi delle case sono in rialzo: c’è un rincaro del 20% rispetto a qualche anno fa, lo vedo come un aspetto positivo nel percorso di rinascita».
Quindi la vendita all’asta nei giorni scorsi - da formalizzare con il pagamento del saldo, come prevede la legge - delle ex latrine Fortuna (conosciute come noleggio cicli) e dei mille metri quadrati di terreno intorno, in pineta, acquisite dalla società Sky Net alla cifra record di 162mila euro, quando la base d’asta era di 42mila. Il Comune era interessato al bene, ma ha abbandonato l’asta spingendosi fino ai 100mila euro di offerta. Poi è stato un duello a forza di rilanci, e l’ha spuntata Sky Net. Così il sindaco: «Da un lato mi è dispiaciuto non acquisire il bene per il quale avevamo interesse, dall’altro sono però molto felice, è un segnale inequivocabile per la città, molto positivo, significa che i privati vedono delle potenzialità». l
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