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Montecatini, i soldi russi sull’Hotel Augustus: la cifra dell’investimento e cosa prevede il progetto

di Luca Signorini

	L'hotel Augusus di viale Marconi
L'hotel Augusus di viale Marconi

L’immobile con 54 camere su sei livelli è in mano a una società con base a Cipro ma con alle spalle imprenditori e capitali russi

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MONTECATINI. La grande madre Russia dietro la recente acquisizione all’asta dell’ex hotel Augustus di viale Manzoni, un tempo struttura a tre stelle ma da anni chiusa e in abbandono, diventato luogo di bivacchi e giaciglio per sbandati, tanto che l’Isveg (Istituto vendite giudiziarie) ha dovuto sigillare tutto per evitare incursioni, come in decine di altri edifici cittadini finiti in mano al Tribunale fallimentare dopo il crack economico dei proprietari.

Gli ultimi mesi

Ultimi mesi complicati per l’Augustus, dopo che una prima asta non è andata a buon fine (340mila euro era il prezzo base). A inizio anno la seconda, questa volta definita come prevede la legge. Investimento di 460mila euro per rilevare l’immobile con 54 camere su sei livelli, portato avanti da una società con base a Cipro ma che, come accennato, ha alle spalle imprenditori e capitali russi. Insomma una triangolazione di denari alla fine catapultati su Montecatini. Del futuro dell’Augustus Il Tirreno ne ha già parlato in diverse occasioni.

Cosa dovrebbe succedere

Dovrebbe infatti cambiare l’attuale destinazione d’uso e trasformarsi in appartamenti, usufruendo del cosiddetto meccanismo dello "svincolo alberghiero" (previsto da tempo nel Regolamento urbanistico) già attivato in parecchi altri casi in città per tentare di dare nuova vita agli alberghi dismessi. Quando si parla di investitori russi in città non si può fare a meno di ricordare che il più prestigioso albergo all’ombra delle Terme - il Grand Hotel La Pace - è finito proprio nelle mani di imprenditori del Paese dell’est. La vendita nel 2022 anticipata dal nostro giornale, apriti cielo a Montecatini, ma poi le conferme. La proprietà è della società PPV, detenuta da un’altea società - la Kib Holding - che fa capo a Karina Boguslavskaia, 35enne di Kazan, capitale della repubblica del Tarstan, appunto nella Federazione Russa. È figlia di Ilnar Boguslavsky, oligarca russo. Tra l’altro piuttosto di recente sarebbero state avviate le pratiche in Comune per ricevere il via libera ad iniziare la ristrutturazione di uno storico ma malconcio immobile di pregio. Nei giorni scorsi sembrava che qualcosa si stesse muovendo, invece era stato soltanto posizionato un pannello anti-piccioni a protezione dell’ingresso principale su corso Roma.

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